Ufo, “boom” di avvistamenti in Puglia nel 2013. Dal Cun l’identikit delle aree più visitate

Gli Ufo prediligono la Puglia e, di solito, arrivano in estate. La casistica è rigorosa e riporta una realtà di cui spesso si evita di parlare in maniera seria e documentata. Nella relazione del Centro ufologico nazionale la regione si conferma al centro di un crocevia degno di nota

LECCE - Sono ben 67 i casi di avvistamento censiti nella regione Puglia nel solo anno 2013. Di questi ultimi, 24 in provincia di Bari, 13 in quella di Lecce, 12 a Foggia, 9 a Taranto, 8 a Brindisi, e 1 nella Bat. Dati che emergono dal IV convegno interregionale del Cun Puglia-Basilicata che si è tenuto il 19 ottobre scorso presso il Palace Hotel di Bari. Dati ai quali non è stata prestata l’attenzione dovuta, ma che testimoniano una realtà che nel panorama nazionale presenta tutti i crismi della scientificità garantita dal Centro ufologico nazionale, una delle istituzioni che insieme a Cicap e Cisu si occupano d’indagare e vagliare tutto ciò che concerne la presenza di oggetti volanti non identificati sul territorio italiano. 

E le sorprese non finiscono qui. Dalla dettagliata relazione di Mauro Panzera, coordinatore regionale del Cun Puglia, segretario generale della sezione ufologica Fiorentina, nonché coordinatore nazionale per la Commissione degli aspetti giuridici del Cun, il profilo degli ignoti visitatori sul territorio pugliese risulta ben delineato e coerente con quanto riportato dai testimoni sparsi per tutto il Paese.

Ma vediamo che cosa è venuto a galla: la forma prevalente è quella sferica, genericamente rotonda e raramente ovoidale, di colore bianco, luminoso. Gli oggetti avvistati presentano movimenti solitamente irregolari e repentini. Qualche volta il moto è regolare o rettilineo uniforme e in poche occasioni è immobile nel cielo. Le testimonianze riferiscono di almeno 41 oggetti singoli, mentre i 26 casi restanti contano più oggetti simultaneamente, in certi casi addirittura una decina – quella che in gergo si chiama flottiglia – o, comunque, almeno più di tre. L’orario degli avvistamenti si discosta molto rispetto a quanto si tende a immaginare. Se in passato, infatti, gli incontri avvenivano prevalentemente nelle ore notturne, negli ultimi anni, invece, si concentrano nel pomeriggio e fino a tutto il crepuscolo.

Da quanto ci spiega l’avvocato Mauro Panzera non tutto ciò che viene segnalato, però, è meritevole d’attenzione. Meglio: i casi che vengono presentati come interessanti e autentici, alla fine delle indagini messe in atto dal personale qualificato del Centro ufologico, spesso non presentano le caratteristiche peculiari degli ufo, altrimenti detti “ovni” – oggetti volanti non identificati – come illustra meglio il coordinatore regionale:

“Se un oggetto presenta elementi ufologici rilevanti, ovvero tali da far pensare a un “ufo”, allora esso entra a far parte della casistica che sarà oggetto di convalida. Viceversa, il bolide – un corpo meteorico entrato velocemente in atmosfera – non ne fa parte, se fin da subito viene riconosciuto come tale. Inoltre il protocollo del Cun prevede tutta una serie di accertamenti preliminari che suddividono e classificano i fenomeni all’interno di rigide griglie. Alcune di queste sono, ad esempio, le alte quote AQ, o le luci notturne LN, i cosiddetti palloni giocattolo, PG, meglio noti come lanterne cinesi, per finire con le basse quote, BQ, e i fenomeni meno rilevanti che si riducono ai semplici segnali acustici o luminosi in lontananza. Tra le tipologie che si tende a classificare come “minori” ci sono quelli che in gergo chiamiamo post ufo – ovvero gli oggetti non visti nell’immediato, ma quanto il testimone scarica l’immagine sul pc. Un classico esempio è il riflesso, o aberrazione ottica, di una luce sul vetro di una finestra o di una vettura che viene poi scambiato, più o meno in buona fede, per un ufo”.

Le segnalazioni possono giungere dalle fonti più diverse e contemplano anche l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione come i telefoni cellulari o i computer grazie ai quali l’accesso ai siti dedicati e ai social network rende tutto più semplice e veloce. Ma non mancano i preziosi contributi della stampa e i casi desunti dagli archivi delle associazioni ufologiche. A conferma del buon rapporto tra le associazioni ufologiche e gli organi d’informazione c’è anche la recente pubblicazione del libro “Ufo, i dossier italiani” di Lao Petrilli e Vincenzo Sinapi, giornalisti esperti in questioni militari (sono gli autori del saggio su Nassirya).

“Qualunque cosa si crede di aver veduto – sottolinea Panzera – è opportuno rivolgersi immediatamente ai siti internet del Cun nazionale e di quello regionale (che trovate in calce all’articolo). Funzionari qualificati provvederanno quanto prima a inviare i moduli per attivare la procedura di riconoscimento dell’evento che saranno vagliati con attenzione per stabilire in tempi ragionevoli la maniera più appropriata dell’intervento da effettuare, o no.”

Il coordinatore regionale, poi, chiarisce che oggigiorno la fenomenologia non solo sembra implementata, anche grazie alla diffusione massiccia di tecnologia portatile, ma le stesse segnalazioni prendono in breve tempo una strada ben determinata in base alla bontà della testimonianza e ai metodi attraverso i quali è stata rilevata. E, questa è una cosa sorprendente, per quanto si disponga di strumenti sempre più efficienti e di discreta qualità, pare proprio che il fenomeno sia in aumento, come maggiori sembrano i casi impossibili da smascherare.

“E’ passata l’epoca delle bufale vecchia maniera – chiarisce l’esperto del Cun – quando bastava avere un po’ di dimestichezza con la macchina fotografica e con le più semplici tecniche di montaggio video e fotografico per realizzare un falso d’autore. Ai giorni nostri è più semplice confezionare foto e video credibili, a prima vista, per via dei bassi costi e dell’immediata reperibilità di appositi programmi per computer; al contempo, però, anche il personale preposto alla disamina dei casi proposti o riversati nella rete è più preparato e in grado di utilizzare tecniche all’avanguardia per scoprire i fake dai contributi genuini”.

Oltre ai quattro simposi internazionali che si tengono a San Marino, il Cun organizza il convegno di Roma. All’evento capitolino si abbina l’organizzazione del Premio Josef Allen Hynek con cui il Cun premia i giornalisti italiani che si siano cimentati con obiettività e serietà agli argomenti ufologici.

“La percezione dell’opinione pubblica è sensibilmente mutata – dice Mauro Panzera – e parallelamente è aumentato il numero delle persone interessate ad approfondire l’argomento. La maggior diffusione di riviste specializzate, saggi scientifici, trasmissioni televisive e, non da ultimo, della cinematografia e della narrativa di genere fantascientifico stanno contribuendo a rendere gli argomenti ufologici più presenti e meno leggeri nell’immaginario collettivo di quanto non lo fossero solo una decina d’anni addietro”.

Ma è soprattutto quest’ultimo dato a far riflettere: l’aumento notevole del fenomeno nel corso degli ultimi cinque anni. Dai 30 casi del 2008, e i soli 23 del 2009, si passa ai 30 casi del 2011 e ai 46 del 2012. Solo 2010, invece, se ne contano ben 79, mentre il 2013 – che è l’ultimo anno di cui i dati siano stati resi disponibili e successivamente elaborati – ne ha visti 67. Se per il 2010 si parlò di “boom” degli avvistamenti ufo in Puglia, dunque è lecito riferirsi al 2013 negli stessi termini.

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I due più importanti sono il caso dei pizzaioli di San Pancrazio Salentino, del 5 aprile 2013, in cui i testimoni dissero di aver avvisato un oggetto a forma di punta di freccia o goccia di metallo, e quello del 28 giugno 2013, avvenuto tra Putignano e Noci, riguardante l’avvistamento di un velivolo di grandi dimensioni molto simile a un cappello cardinalizio. Per informazioni e dettagli concernenti i dati riportati in questo articolo e i particolari dei casi più rilevanti potete visitare il sito del Centro ufologico nazionale o quello regionale:  www.cunpugliabasilicata.it

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