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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca Ugento

Intascava i soldi di Tari e Imu e raggirava anziano: spariti quasi 40mila euro

Arrestato dai finanzieri il cassiere di una banca che a Ugento avrebbe trattenuto per sé oltre 16mila euro, consegnati in contanti da 75 utenti per pagamento di tributi comunali. Nel contempo si sarebbe appropriato di quasi 21mila euro di un cliente ultranovantenne. L'uomo è stato licenziato

UGENTO – Un cassiere - o meglio, ormai ex, visto che licenziato - della filiale di Ugento della Banca popolare pugliese è stato arrestato dai militari della guardia di finanza della tenenza di Casarano con le accuse di peculato, appropriazione indebita e truffa aggravata. L’uomo, Venceslao Marsano, residente a Matino, è stato sottoposto ai domiciliari.

L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Giulia Proto è scaturita da indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Lecce. L'ex dipendente della banca, quando ancora in carica, avrebbe approfittato della sua qualità di funzionario di pubblico servizio preposto alla riscossione dei tributi locali (Tari e Imu), trattenendo per sé l’importo oltre 16mila euro, soldi consegnati in contanti da ben 75 clienti, ovviamente ignari di tutto.

La segnalazione che qualcosa non andasse è partita dall'Ufficio tributi del Comune, visto l'alto numero di cittadini che reclamava di aver già pagato, nel momento in cui arrivavano contestazioni in formato cartelle esattoriali. E così si sono mossi i finanzieri, scoprendo che l’uomo avrebbe occultato o distrutto la copia riservata alla banca per sottrarsi a possibili controlli interni della contabilità giornaliera della filiale, omettendo il successivo trasferimento delle somme all’Agenzia delle entrate e, di conseguenza, al Comune di Ugento.

Non è tutto. Nelle more dell’indagine, si è scoperto che il dipendente bancario, fra il febbraio del 2021 e il gennaio del 2022, si sarebbe appropriato dei risparmi di un cliente ultranovantenne, per un ammontare di quasi 21mila euro, sottraendoli con vari prelievi, con importi oscillanti tra i mille e i 3mila euro, a volte eseguiti anche nel corso della stessa giornata.

Sempre secondo la contestazione, il cassiere, essendo riuscito a carpire la fiducia dell’anziano e dei suoi familiari, si sarebbe offerto di prelevare fondi dal libretto e di fornire assistenza bancaria ogniqualvolta il cliente fosse stato impossibilitato a raggiungere l’istituto di credito.

In questo modo, il funzionario avrebbe prelevato una somma superiore a quella richiesta dal truffato, trattenendo per sé la differenza. Infine, per non destare sospetti, il dipendente bancario, prima di restituire il libretto di risparmio all’avente diritto, avrebbe annotato a penna l’operazione di prelievo richiesta in luogo di quella effettivamente eseguita, alterandone così il saldo contabile. Il dipendente è stato dapprima sospeso e in seguito, come detto, licenziato dall’istituto di credito. Marsano è difeso dall'avvocato Andrea Sambati.

Bpp: "Noi parte lesa nella vicenda"

A margine della notizia, l'istituto di credito ha inviato una nota stampa. "La Banca popolare pugliese precisa di essere parte lesa nella vicenda e comunica che, alla prima notizia della possibile infedeltà subita, ha immediatamente sospeso dal servizio il dipendente e lo ha subito dopo licenziato, provvedendo contemporaneamente a informare dei fatti le autorità inquirenti e collaborando pienamente con le stesse". Il provvedimento risale, per la precisione all'8 novembre del 2021. "Dopo le opportune verifiche - conclude la nota - ha anche provveduto a ripristinare la corretta imputazione delle somme sottratte”.

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