Folle inseguimento, poi l'arresto. Nello scooter rubato gli arnesi da scasso

A Ugento i poliziotti hanno fermato un 32enne di Taurisano. Il complice fuggito a piedi dopo che sono scivolati finendo in una pozzanghera

TAURISANO – Uno è riuscito a svignarsela. L’altro, Edoardo Preite, 32enne di Taurisano, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, non ha avuto scampo. Inseguito, è stato acciuffato. Ma per prendere almeno lui, gli agenti di polizia del commissariato taurisanese hanno dovuto sudare le fatidiche sette camice (e visto il caldo di oggi, nemmeno tanto metaforicamente). Sì, perché Preite e il suo sconosciuto amico, proprio non volevano saperne di farsi controllare.

Il che, è facile da comprendere, visto che già lo scooter sul quale si trovavano risultava rubato. Se poi si considera che andavano a spasso con un arsenale di mezzi da scasso, si capisce perché, quando hanno incrociato una volante, hanno dato gas, cercando di distanziare il più possibile i poliziotti. I quali hanno ingaggiato un inseguimento a dir poco rocambolesco prima di arrivare ad acciuffare almeno Preite.

Tutto ha avuto inizio a Ugento intorno alle 9,30 del mattino. Gli agenti agli ordini del vicequestore Salvatore Federico, a bordo di una volante, stavano perlustrando il territorio – un ordinario pattugliamento – quando hanno notato uno scooter Piaggio Beverly, con due soggetti a bordo, entrambi con casco. Stazionavano con il motore acceso davanti una tabaccheria di via Marina. L’atteggiamento è parso sospetto, tanto che gli agenti hanno ordinato ai due giovani di scendere dal sellone per un controllo. E loro, hanno risposto facendo l’esatto contrario: via, a tutta velocità, in mezzo al traffico.

Non solo, così facendo, hanno messo a rischio i passanti, sfrecciando con manovre pericolose, ma non si sono arresi nemmeno quando, infilandosi in una pozzanghera, lo scooter ha sbandato, facendoli cadere. Rialzatisi, hanno continuato a scappare a piedi, dividendosi in due direzioni oposte. Solo che Preite non è riuscito a farla franca. Raggiunto, è stato bloccato. E nemmeno in quel momento si è dato per vinto, dimenandosi e spintonando gli agenti, ma senza riuscire a divincolarsi.

Una volta trascinato nel commissariato, sono iniziati gli accertamenti. E si è scoperto che lo scooter era stato rubato un anno addietro nella frazione marittima di Torre San Giovanni. Di più. Lo scooter stesso custodiva un passamontagna e strumenti da scasso, tra cui diversi cacciaviti, una chiave inglese e un piede di porco. Il motociclo è stato restituito al proprietario che, dopo così tanto tempo, probabilmente non sperava davvero più di riaverlo indietro. Mentre Preite è stato dichiarato in stato arresto per resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di arnesi atti allo scasso e ricettazione. Su disposizione del pubblico ministero di turno, è finito ai domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima fissato per domani.

Edoardo Preite, come detto, non è un nome nuovo alle cronache. Nel 2011 fu arrestato nel corso dell’operazione “Tabula rasa” dei carabinieri della compagnia di Tricase insieme ad altri soggetti, componenti di una banda specializzata in furti d’ogni tipo, ivi compreso uno in grande stile, ai danni del postamat dell’ufficio postale di Corsano, sradicato con un’escavatrice. Nel 2016, nel processo d’appello, è stato condannato a due anni e quattro mesi e venti giorni, con uno sconto non indifferente rispetto al primo grado, chiusosi per lui con una pena di ben tre anni e otto mesi.  

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