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Violenza sessuale su una ragazzina, uomo di 84 anni finisce in carcere

Salvatore Stefanelli, di Ugento, deve scontare la pena residua di quattro anni. La vittima molestata prima nel 2001, quando aveva 13 anni, poi nel 2006

UGENTO – Nonostante i suoi 84 anni, non è sfuggito al carcere. E questo perché Salvatore Stefanelli, di Ugento, in passato si è macchiato di un reato particolarmente grave, quello di violenza sessuale nei confronti di una ragazza, minorenne all’epoca dei fatti. Tanto da essere condannato, nel 2011, a un totale di ben dodici anni. Oltre a ciò, risponde anche di evasione. Già, perché nell’agosto di due anni or sono, fu trovato dai carabinieri della stazione locale tranquillamente a spasso, in bicicletta, invece di essere in casa, ai domiciliari.

Ieri mattina, gli stessi carabinieri ugentini, sono tornati a bussare alle porte dell’uomo (che era sempre ai domiciliari) per comunicargli l’arresto su ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura leccese. E per portarlo nel carcere di Borgo San Nicola, dove sconterà la pena residua, pari a quattro anni, dieci mesi e quattro giorni.

Due gli episodi contestati

Due gli episodi che, a suo tempo, fecero scattare l’incriminazione. Il primo nel 2001, a Ugento, il secondo nel 2006, a Gallipoli. Le indagini furono portate avanti dagli agenti di polizia del commissariato di Taurisano. Stefanelli, nella prima occasione, avrebbe avvicinato la ragazzina – di origine straniera, all’epoca appena 13enne - all'uscita di scuola. Con una scusa sarebbe riuscita a convincerla ad accompagnarlo nella sua abitazione di campagna, dove poi si sarebbero consumate le molestie sessuali.

Dopo aver ricevuto una segnalazione, gli investigatori di Taurisano chiesero informazioni ai servizi sociali sulla famiglia della ragazzina. I servizi sociali trasmisero poi, per competenza, una dettagliata relazione al Tribunale per i minorenni. La Procura ordinaria aprì un fascicolo per violenza sessuale, di cui era titolare all’epoca il sostituto procuratore Maria Cristina Rizzo, che dispose, nel 2002, l'ascolto della ragazza.

La svolta dopo il secondo caso

In un primo momento fu ritenuta poco attendibile dal consulente incaricato, ma, nel 2006, accadde altro che fece cambiare completamente il quadro della situazione. Stefanelli, infatti, avrebbe avvicinato nuovamente la ragazza, nel frattempo divenuta ospite di una casa-famiglia, e non solo le avrebbe intimato di non raccontare nulla sui loro incontri, ma l’avrebbe nuovamente condotta in campagna per molestarla e compiere atti di natura sessuale. L’uomo fu successivamente rinviato a giudizio con l'accusa di violenza sessuale e minacce, e poi condannato.

Stefanelli, nel corso del processo, si difese sostenendo che la sorella della ragazzina, maggiorenne, aveva avuto una relazione con lui, e che avrebbe ordito una macchinazione per fargliela pagare, non accettando che la loro storia fosse finita. Tesi che non convinse affatto i giudici, i quali – non riconoscendo la continuazione fra i due episodi di violenza sessuale - lo condannarono a 6 anni e mezzo per il primo e cinque anni e mezzo per il secondo.

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