Ultrà diffidato, il legale: "Colpevole perché presente"

Il Tar ha rigettato il ricorso di un tifoso presentato a seguito del Daspo inflittogli dopo Lecce-Bari. Il suo difensore: "E' il primo caso in Italia: si trovava nel gruppo, ma non ha agito"

A difendere il giovane, allontanato dagli stadi per 3 anni e con obbligo di firma in questura, l'avvocato Giuseppe Milli. Che così commenta il quadro attuale, del quale sicuramente si discuterà molto negli ambienti della tifoseria: "La novità clamorosa appare essere l'applicazione di una misura speciale preventiva fondata non su di una base di accertamento dei fatti, ma solo sul criterio di appartenenza e sulla mera presenza inattiva di un soggetto in occasione di un incontro di calcio".

"Infatti - prosegue l'avvocato Milli - mentre il questore sulla base dell'informativa della Digos del 22 dicembre del 2006 sembrava aver fondato il proprio provvedimento di prevenzione sul fatto che il mio assistito, cito testualmente, ‘agiva a volto scoperto nel mentre lanciava oggetti contundenti contro la polizia all'altezza tangenziale est zona prospiciente al settore sud', improvvisamente, leggendo gli atti ed i documenti forniti dalle parti a seguito di ordinanza di istruttoria, lo scenario muta e diventa, cito ancora testualmente, ‘il parcheggio curva nord esterno allo stadio'. E questo si evince da informativa di notizia di reato del 22 dicembre del 2006".

"Tuttavia - spiega ancora il legale - tali e tante altre contraddizioni da me illustrate sono state ritenute evidentemente fondate dal Tribunale, se è vero che nella parte motiva dell'ordinanza si esclude che il ragazzo fosse stato ‘tifoso violento', come troppo frettolosamente recitava il titolo di un giornale locale".

"In sostanza- prosegue - l'avvocato Milli - questo risulta essere il primo caso in Italia in cui un tifoso si vede costretto a seguire le prescrizioni imposte dopo l'entrata in vigore del decreto Amato, solo in quanto ritenuta sussistente, e cito ancora una volta, ‘la sola permanenza di questi all'interno di un gruppo di tifosi evidentemente attivo nel realizzare condotte violente, e che tale mera presenza ostacola il riconoscimento di soggetti attivi ed intralcia le operazioni di contrasto della polizia'".
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"Che dire di più?", conclude l'avvocato Milli. "Evito ogni commento e sottolineo che il mio assistito è stato fotografato ben due volte in atteggiamenti e condotte di quiete e di grande tranquillità".

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