Cronaca

Ultrà Lecce: in trentaquattro rischiano il processo. Giudizio abbreviato per tre

E' tornata in aula l'inchiesta che vede imputati a vario titolo 37 presunti appartenenti al gruppo denominato "Ultrà Lecce". Il 10 ottobre il gup deciderà sulle 34 richieste di rinvio a giudizio, e il 17 i giudizi abbreviati

 

LECCE – E’ tornata in aula, per l’udienza preliminare, l’inchiesta che vede imputati a vario titolo 37 presunti appartenenti al gruppo denominato “Ultrà Lecce”, la frangia più radicale del tifo giallorosso. Oggi è toccato al pubblico ministero, il procuratore aggiunto Ennio Cillo, esporre le accuse nei confronti degli imputati. In circa un’ora il pm ha ripercorso i vari episodi contestati. In particolare, il 16 marzo del 2008, mentre si svolgeva a Lecce un corteo non autorizzato organizzato dagli ultras giallorossi per festeggiare i “100 anni di calcio a Lecce”, uno degli indagati, dopo essersi coperto il volto, avrebbe lanciato un ordigno contenente 800 grammi di esplosivo verso un fuoristrada dei carabinieri provocando un profondo squarcio al cofano e numerosi danni alle parti meccaniche, senza ferire però nessuno dei militari all'interno.

Vi sarebbero stati poi alcuni lanci di fumogeni e bombe carta in campo; le minacce agli steward e ad alcuni tifosi; la tentata aggressione ad alcuni tifosi del Torino; cori contro la polizia; e la contestazione all’ex difensore maliano del Lecce, Souleymane Diamoutene (reo di aver indossato la stagione precedente la maglia del Bari), avvenuta presso l'impianto sportivo "Colaci" di Calimera. L’operazione, scattata a fine maggio 2009, portò all’arresto di 14 ultrà del Lecce da parte della polizia, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. Sette finirono in carcere, altri sette ai domiciliari.

Dopo l’accusa è toccato agli avvocati difensori replicare. L’udienza è stata poi aggiornata al prossimo 10 ottobre per l’ultima arringa difensiva (la più complessa e articolata), quella dell’avvocato Giuseppe Milli. Il penalista ha depositato, con la collega Renata Minafra, una memoria con un elaborato tecnico che dimostrerebbe l’estraneità di un loro assistito ai fatti contestati. In quella data il gup Annalisa De Benedictis deciderà se rinviare a giudizio 34 dei 37 imputati. Il 17 ottobre, invece, sarà discusso il processo dei tre che hanno scelto il giudizio con rito abbreviato: Nicola Luciano Rizzo, Juri Palazzo  e Rocco Durante.

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