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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca

Petardo lanciato dalla curva, identificato 30enne: scatta il Daspo

Nella gara con il Crotone gli ultrà sono tornati sugli spalti. Bombe carta e fumogeni sono costati multa all'Us Lecce e, ora, anche il provvedimento per un tifoso giallorosso, residente in provincia di Brindisi

LECCE – Il rientro in curva degli Ultrà Lecce, avvenuto in occasione della gara interna con il Crotone (24esima giornata di serie B, 3 a 0 il finale per i salentini), ha riportato un clima più festante sugli spalti nella corsa verso la promozione, ma è stato accompagnato anche da una fitta accensione di fumogeni e petardi, lanciati verso il parterre. E a farne le spese, per il momento, è stato un giovane sulla trentina d’anni della provincia di brindisi, che gravita nel mondo ultras giallorosso.

Identificato dopo una serie di visioni ripetute dei filmati, nelle scorse ore al giovane è stato notificato il Daspo. Il provvedimento amministrativo che gli vieta di assistere alle manifestazioni sportive, in questo caso senza obbligo di firma, avrà durata di un anno.

Bombe carta e torce, nell’occasione della gara con il Crotone, sono costate una sanzione di ben 5mila euro all’Unione sportiva Lecce. E non è tutto. Perché la giornata successiva, in cui il Lecce ha giocato di nuovo fra le mura amiche, con il Cittadella, perdendo per 2 a 1, il copione si è ripetuto. E così, “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato nel recinto di giuoco alcuni fumogeni e petardi”, il giudice sportivo ha comminato una nuova ammenda al club di via Costadura, questa volta ancor più salata, di 6mila euro.

Nel caso della partita disputata con il Crotone il 20 febbraio scorso, gli agenti della Digos della Questura del Lecce, dopo la visione di vari filmati, hanno ritenuto che al 30enne si possa al momento attribuire il lancio di almeno uno dei diversi petardi che sono esplosi fragorosamente sulla pista al di sotto della curva. Ma le indagini, quasi sicuramente, non finiranno qui. Va da sé ipotizzare che sia sul versante della stessa gara con il Crotone, sia su quello della successiva con il Cittadella, del 23 febbraio, si stia cercando di risalire a ulteriori responsabilità.

Proprio oggi, intanto, il Lecce torna a giocare al "Via del Mare", una gara con l'Ascoli fondamentale perché, in caso di vittoria, i salentini riconquisteranno la vetta alla classifica. Cosa accadrà in curva? Vi sarà il solito lancio di fumogeni e petardi? È lecito domandarselo. 

Fra multe e rischi concreti

Negli ultimi periodi, il gruppo portante degli Ultrà Lecce aveva deciso di non presentarsi in curva nord, tempio storico del tifo giallorosso, a causa della riduzione della capienza degli stadi imposta per la pandemia di Covid-19. E questo all’insegna del più classico dei motti: o tutti o nessuno. La decisione è stata rivista quando il Governo ha stabilito un ampliamento fino al 75 per cento della capienza.

E così, con il Crotone sono ritornati vessilli, cori e, appunto, fumogeni e petardi, questi ultimi da sempre usati come forma di coreografia dalle tifoserie organizzate, nonostante i divieti, visti i rischi che soprattutto le bombe carta possono comportare. Questione multe a parte, che comunque i club si risparmierebbero volenteri, nel 2017 la società giallorossa redarguì  i tifosi, ricordando che si rischiava persino la chiusura di un intero settore, qualora la situazione non fosse mutata. E questo anche perché, nella gara interna del 31 ottobre del 2017 con il Cosenza, proprio il lancio di un petardo provocò la perforazione di un timpano a un vigile del fuoco. 

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