Ultras: sconti di pena e conferme nell'appello per il caso Lecce-Carpi

Il 16 giugno del 2013 i salentini persero il treno per la B. Dentro e fuori lo stadio si scatenò il putiferio. Fu anche incendiata un'automobile della polizia. Nessuna assoluzione

LECCE – Sconti di pena e conferme della condanne, questi i verdetti del processo d’appello per i tifosi giallorossi coinvolti nell’inchiesta sugli incidenti e le violenze avvenute all’interno e all’esterno dello stadio “Via del Mare” al termine dell’incontro del 16 giugno 2013 contro il Carpi, che decretò la mancata promozione in serie B dei pugliesi. Un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, mentre le indagini, che hanno portato all’identificazioni dei tifosi e a numerosi arresti, sono state condotte dagli agenti della Digos di Lecce, guidata dal dirigente Raffaele Attanasi.

I giudici della Corte d’appello di Lecce hanno ridotto a 3 anni e due mesi la condanna inflitta nel giudizio con rito abbreviato a Antonino Raccardi (3 anni e dieci mesi). Raccardi, 24enne di Palermo, assistito dall’avvocato Giuseppe Milli, è accusato, oltre che di atti di violenza all’interno dello stadio dopo l’invasione, anche del danneggiamento e dell’incendio che distrusse la jeep della polizia parcheggiata dietro la Tribuna centrale. Sei mesi di arresto e duemila euro di ammenda (pena sospesa) per Fabio Campa, 32enne di Scorrano e Salvatore Persano (già condannato a otto mesi). Pena dimezzata per Nicola Pinto, condannato in secondo grado a sei mesi di arresto (un anno in abbreviato) e duemila euro di ammenda.

Nuovo sconto di pena per Andrea Bufano, 37enne originario di Maglie già assolto in abbreviato dalle accuse più gravi invece. Bufano, per cui è stata esclusa come per Pinto la recidiva, già sottoposto a sei mesi di custodia cautelare, è stato condannato a sei mesi di arresto solo per l’invasione di campo (e duemila euro di ammenda). Bufano e Campa sono assistiti dall’avvocato Milli.

Confermata la condanna a 3 anni e sei mesi Andrea De Giorgi; 2 anni (pena sospesa) Christian Capoccia, 30enne leccese; 1 anno e sei mesi (pena sospesa) per Francesco Cannoletta, 26enne di Cavallino; 2 anni e sei mesi per Gabriele Greco, 27enne leccese; 1 anno e sei mesi (pena sospesa) per Renato Orlando, 42enne di Morciano di Leuca; 2 anni e due mesi per Riccardo Tondo, 30enne di San Cesario di Lecce; 2 anni (pena sospesa) per Massimiliano Stefanizzi, 34enne nato e residente a Firenze; 2 anni e sei mesi per Simone Giannini, 28enne di Lecce; 2 anni e quattro mesi per Carmine Angelè. Tutti gli imputati dovranno inoltre risarcire la Lega calcio professionisti con duemila euro.

Nel corso degli interrogatori i tifosi collaborarono, fornendo la propria versione dei fatti e, in alcuni casi, una parziale ammissione di colpa. Alcuni imputati chiesero scusa per il loro comportamento violento e per gli atti compiuti in quella domenica di straordinaria follia. Scuse rivolte, per proprietà transitiva, all’intera cittadinanza.

Quasi tutti i tifosi avevano sottolineato che il loro operato non è stato assolutamente premeditato, evidenziando di aver agito in modo inconsueto e spontaneo, trascinati dagli avvenimenti e dalla delusione di una promozione sfumata sul più bello. Una circostanza che, come loro stessi hanno rilevato, non giustifica le loro azioni per cui si sono detti pronti ad assumersi le proprie responsabilità. A dimostrazione della mancata premeditazione e dell’esistenza di un progetto studiato a tavolino, il fatto che quasi tutti i supporters abbiano agito a viso scoperto, incuranti delle videocamere di sicurezza, delle forze dell’ordine e dei media.

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Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento e violazione dell’articolo 6 quater della legge speciale 401 del 1989 (violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive). 

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