Un brindisi per i 100 anni dell'anisetta De Giorgi

Un secolo fa nasceva a San Cesario l'opificio che si appresta a diventare monumento dell'industria salentina. In programma anche una mostra sui macchinari, le immagini e i documenti della distilleria

Etichetta del prodotto "Anisetta De Giorgi" (dal libro: "L'industria della distillazione a San Cesario di Lecce e il costituendo museo dell'alcol")
I più grandi ricorderanno l'etichetta su quella bottiglia ordinata nella credenza della nonna tra vecchi merletti e tazzine di caffè capovolte da riservare solo agli ospiti: "Anisetta De Giorni", c'era scritto, "Specialità della Ditta Nicola De Giorgi - San Cesario di Lecce". E che quella bottiglia si trovasse vicino a liquori di fascette più rinomate, "nazionali" per così dire, faceva intendere a noi che quella credenza l'aprivamo di nascosto solo per "rubare" la cioccolata, che San Cesario non fosse poi così lontano da Milano e i suoi amari.

Uno poi, con gli anni, si dimentica di certe cose, ma quando a Palazzo Adorno, in occasione del primo centenario della nascita della Distilleria De Giorgi viene presentato il volume "La distilleria De Giorgi a San Cesario da opificio a monumento, conservazione recupero e valorizzazione (Antonio Monte e Anna Maria Stagira, edizioni Crace), capisce che l'affannosa rincorsa dell'imprenditoria locale dei nostri tempi per emulare sempre più quella del Nord, non sempre paga le lecite ambizioni sui fatturati. Ma questa è un'altra storia.

La storia che invece a noi interessa è quella della Distilleria, le mostre che verranno inaugurate nel Palazzo Ducale di San Cesario intitolate "Percorsi del patrimonio industriale in Italia". L'allestimento giunge dal congresso mondiale di archeologia industriale tenutosi a Terni e che sta facendo il giro delle principali città italiane affincherà "Macchinari, immagini e documenti della distilleria De Giorgi".

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Tutto iniziò qualche anno prima del 1906, quando Nicola De Giorgi, inizio la sua attività in un piccolo locale della piazza di San Cesario. Poi, si trasferì nell'edificio di via Vittorio Emanuele III, edificato nella seconda meta dell'Ottocento, che viene considerato il primo nucleo della distilleria. Nel 1915, De Giorgi acquistò un immobile attiguo alla distilleria e successivamente parte del terreno circostante. L'investimento era necessario per trasformare la piccola distilleria in un opificio industriale, più funzionale e consono a rispondere all'incremento della domanda di mercato.

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