Cronaca

Un corpo a 60 km dalla riva: quasi certamente è di Riccardo

Recuperato al largo di Playa del Benjo. I genitori erano appena ritornati in Italia dopo giorni: li ha contattati il console. Le caratteristiche compatibili con lo studente di origini leccesi. Si farà una comparazione con il Dna

TENERIFE – Una telefonata ha raggiunto nelle scorse ore l’abitazione dei genitori. Era del console italiano a Tenerife. La notizia: è riemerso un corpo al largo di Playa del Benjo. Era a circa 60 chilometri in linea d’aria rispetto al punto della scomparsa. Le caratteristiche sono compatibili con le descrizioni fisiche di Riccardo Marangio.

Quasi sicuramente si tratta del giovane nato a Lecce da genitori salentini, ma residente a Roma, di cui non si avevano più notizie dalle 15 circa di domenica 10 luglio, quando era stato visto annaspare a circa 150 metri dalla riva, forse sconfitto da correnti che in quel punto sono particolarmente forti. La notizia è stata confermata a LeccePrima da fonti della famiglia.

Le autorità spagnole hanno fatto tutto il possibile. Nulla è rimasto intentato. Le ricerche erano state protratte di 72 ore. Nessuno, a distanza di giorni, credeva ovviamente ormai più in un improbabile miracolo. La famiglia, però, sperava almeno che quel mare, così inclemente, avesse un moto di misericordia, restituendo il corpo.

L’esito si è avuto ieri, intorno alle 18, a sei giorni di distanza. Prima che fosse fornita una conferma del rintraccio, è trascorso il tempo necessario per alcuni accertamenti. Di certo, c’è stato un avvistamento di un corpo affiorante, a molti chilometri di distanza dal punto in cui Riccardo si era tuffato per una nuotata. Poi, è avvenuto il recupero.

I genitori, Tommaso Marangio e Piera Giannotta, dopo giorni di ansia e timori trascorsi sul posto in attesa di una novità, qualsiasi essa fosse, e scivolati di ora in ora in un’amara consapevolezza, proprio la sera precedente avevano lasciato le Isole Canarie per fare rientro nella Capitale. Le autorità avevano comunque prelevato campioni di Dna di entrambi proprio nella speranza che, in caso di recupero, si potesse svolgere una comparazione. Quel corpo ritrovato al largo è stato così trasportato per le analisi a Santa Cruz de Tenerife.

Riccardo aveva coniugato interessi di studio all’amore per la natura, scegliendo le Isole Canarie per proseguire l'avventura negli studi. Aveva anche trovato un lavoro. Aveva raggiunto Playa del Benjo con quattro fra amici e colleghi per assaporare il piacere della scoperta di una delle zone più selvagge della costa settentrionale di Tenerife. Ma quella domenica maledetta, dopo un tuffo e una nuotata, all’improvviso aveva iniziato a chiedere aiuto, sbracciandosi.

Un surfista aveva anche cercato di avvicinarsi, ma con grosse difficoltà proprio per le correnti. E nel giro di pochi, drammatici istanti, il giovane era già scomparso alla vista. Una laurea triennale in Scienze sociologiche, a Santa Cruz de Tenerife il giovane vi era andato per una specializzazione. Nato e cresciuto nei suoi primi anni a Lecce, città dei genitori, dove ancora risiedono buona parte di altri parenti e amici, aveva seguito le sorti della famiglia a Vicenza e poi Roma, conservando però sempre un forte legame con la terra natia.

Le operazioni di ricerca sono state coordinate dal gruppo Ges del Governo delle Canarie: elicotteri, motovedette, sommozzatori, personale a terra. Uno sforzo immane, con ricerche scemate nello scorrere dei giorni, ma senza mai fermarsi veramente. Ora, la notizia del recupero di un corpo in mare scuote la mattina di domenica. Quasi sicuramente, quello di Riccardo.  

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