Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Soldi falsi piazzati in nove comuni della provincia: truffati decine di commercianti

Operazione della questura di Taranto sulla base di indagini partite nell'agosto del 2016. Il capo dell'organizzazione si riforniva a Napoli delle banconote false. Non agiva mai in prima persona

TARANTO – Quattro tarantini e due napoletani sono stati arrestati questa mattina nel corso di un’operazione della questura jonica contro la diffusione di banconote false. Un vero fiume in piena di soldi (pezzi da 100, ma anche da 50 e in qualche caso da 20 euro) che sono stati piazzati non solo nella provincia  di Taranto, ma, in Puglia, anche in quelle di Lecce, Brindisi e Bari, e nel Cosentino. Il tutto, per ventuno comuni interessati.   

L’inchiesta che ha portato ai fermi è stata condotta dalla questura di Taranto in collaborazione con quella di Napoli. Le ordinanze di custodia cautelare sono state disposta dal gip del Tribunale tarantino, al termine degli accertamenti, su richiesta della Procura.

Le ordinanze restrittive

I provvedimenti di custodia cautelare sono stati notificati a Francesco Vapore di 53 anni, di Taranto, che è stato condotto in carcere; a Giuliana Guarini di 47 anni, Maria Alagni di 46 e Nocola Angelini di 41, anche loro di Taranto, finiti ai domiciliari. Identica misura restrittiva per Pietro Caccavo, 43enne di Napoli mentre la coetanea e concittadina Rosaria Ferrigno dovrà rispettare l’ordine di presentazione alla polizia giudiziaria. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla spendita di monete false e truffa. Sono stati accertati oltre trenta episodi e sequestrati 11mila 250 euro di banconote false oltre a 4 chili e 600 grammi di hashish ritrovati nell’ottobre del 2016 nel corso delle indagini partite nell'agosto precedente. Il primo atto dell’indagine è stata la perquisizione dell'abitazione di due degli indagati (marito e moglie), durante la quale fu rinvenuta all’interno di un tubo di sfiato, una busta contenente la somma di 8mila 850 euro, suddivisa in 128 banconote da 100 e 50 euro aventi, a gruppi, lo stesso  numero di matricola e dopo le verifiche risultate contraffatte.

I comuni interessati nel Salento

L'approvvigionamento delle banconote false avveniva a Napoli. Diversi invece i comuni nei quali sono state piazzate, appartenenti a cinque diverse province. In quella di Lecce ci sono, oltre al capoluogo, Cutrofiano, Aradeo, Nardò, Copertino, Corigliano d’Otranto, San Pietro in Lama, Squinzano, Campi Salentina. In ognuno dei centri dove sono arrivati, gli indagati hanno speso otto o nove banconote false da 100 euro nel giro di poche ore, prediligendo esercizi  quali ferramenta, farmacie, enoteche, salumifici, ottiche, rosticcerie, rivendite di generi alimentari e frutta, panifici, paninoteche, profumerie. In genere, negozi individuati sia perché sprovvisti di dispositivi di controllo delle banconote, sia  di impianti di videosorveglianza. E dove vi erano telecamere, avevano l'accortezza di lasciare l'auto in una strada lontana dalle inquadrature. Il capo del sodalizio aspettava che i collaboratori, poi remunerati con 20 euro, portassero a termine il "colpo" e talvolta si lamentava per l'esosità degli acquisti perché avrebbero ridotto i margini di guadagno.

Dunque, un sistema collaudato, per cercare di non essere identificati, ma che non ha impedito comunque alla polizia di raggiugere i responsabili. 

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