Un incontro per salvare i lidi balneari

L'assessore Angelo Tondo ha invitato i consiglieri regionali eletti ed i sindaci dei Comuni rivieraschi a valutare la proposta di modifica della normativa su demanio e concessioni

Quando finisce l'estate "in spiaggia di ombrelloni non se ne vedon più", come cantava un noto duo canterino. Già, ma chi rimuove gli stabilimenti balneari? I Comuni, costretti a spendere per disfare la fabbrica della tintarella. E chi paga per rimettere a due passi dal mare ombrelloni, sedie a sdraio e baretto? I Comuni. Chi fabbrica e disfa non perde mai tempo, avverte un antico adagio, ma allestire e smantellare le strutture balneari può incidere anche sull'ambiente.

Le amministrazioni comunali siano allora incaricate della gestione degli stabilimenti balneari per l'anno intero. Lo chiedono i Comuni della costa salentina. A patto, certamente, che prima della scadenza della concessione demaniale e del permesso di costruire sia stata presentata regolare istanza di rinnovo del titolo concessorio e dei permessi edilizi. I Comuni salentini sul mare avevano chiesto un incontro all'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente, e all'assessore regionale al Demanio Marittimo, Guglielmo Minervini, per armonizzare la normativa che crea difficoltà agli uffici tecnici comunali. Una richiesta nell'interesse dei concessionari.

L'assessore alla Pianificazione e sviluppo del territorio, Angelo Tondo, ha invitato i consiglieri regionali eletti in provincia di Lecce ed i sindaci dei Comuni rivieraschi della provincia a all'incontro di lunedì alle 11 nella sala giunta di Palazzo Carafa, volto alla valutazione della proposta di modifica e di integrazione della normativa sul demanio e sulle concessioni per gli stabilimenti balneari. Il documento sarà poi proposto agli organi regionali. I Comuni della costa salentina chiedono un raccordo operativo tra la legge regionale numero 17/2006 ed il Putt. Nei giorni scorsi analoga richiesta è giunta agli assessori Barbanente e Minervini da parte di Anci Puglia.

"Da tempo abbiamo evidenziato - sottolinea l'assessore Angelo Tondo - una discrasia tra le norme che regolano le concessioni demaniali per stabilimenti balneari e le normative urbanistiche e di tutela del territorio che regolano la realizzazione di strutture precarie. Infatti, la prima dà la possibilità di rinnovare annualmente le strutture, evitando pertanto la rimozione a fine stagione delle strutture stesse, cosa, invece, non possibile secondo quanto dettato dalle norme del Putt. Dalla Regione non abbiamo ancora avuto riscontro sulla nostra richiesta di armonizzazione della normativa. Con l'ausilio dell'avvocato Quinto - fa sapere Angelo Tondo - abbiamo stilato noi una proposta di modifica che prima di sottoporre agli organi regionali intendiamo far valutare ai consiglieri regionali del Salento ed ai sindaci interessati ".

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