Un lungo abbraccio spezza il silenzio durato 31 anni

Padre e figlio si rincontrano dopo 31 anni. Raffaele Casilli, 69 anni, di San Cesario di Lecce, emigrato in Olanda nel '65, oggi ha riabbracciato il figlio Angelo di cui aveva perso ogni traccia

C'è chi il padre lo perde, ma c'è pure chi lo ritrova. Dopo 31 anni. C'èst la vie. E' la vita, nei suoi mille aspetti imprevedibili, che riserva sorprese, a volte amare, a volte meravigliosamente incantevoli. E in tutti i due casi difficile è trattenere le lacrime. Per chi osserva, per chi si vive quella storia. Come è successo questa mattina ai due protagonisti dell'incredibile vicenda che ha avuto il suo epilogo nella sede della Questura di Lecce: padre e figlio, divisi dall'Europa per ben 31 anni. Il padre in Olanda, il figlio a Lecce.


LA STORIA

Raffaele Casilli, 69 anni, nato a San Cesario di Lecce, lascia il Salento appena sposato e con la moglie si trasferisce per lavoro in Olanda. Era il 1965. Ma dopo pochi anni la relazione matrimoniale va in frantumi e i due si separano e poi divorziano. Nel frattempo la moglie del signor Casilli aveva dato alla luce due figli, di cui uno resta con l'uomo a vivere in Olanda, mentre l'altro figlio, Angelo, oggi 39enne, all'epoca ritorna a Lecce insieme con la madre. In tutti questi anni la vita va avanti ma Raffaele Casilli perde i contatti con la sua ex moglie e con il figlio Angelo. Trascorrono le stagioni, ma la voglia di riabbracciare il suo primogenito non svanisce mai. Anzi, quando può, l'uomo improvvisa ricerche, chiede ai suoi parenti salentini dove si possa trovare il figlio. Ma nessuno riesce a dargli indicazioni precise. Si rivolge perfino al Comune di Lecce, ma la legge sulla privacy non fa sconti e nessuno degli uffici preposti rilascia notizie a riguardo.


DOPO 31 ANNI…

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Il destino decide di far incontrare padre e figlio. Come? Raffaele Casilli dopo 31 anni giunge in questi giorni a Lecce dall'Olanda in occasione del matrimonio di sua nipote. E così si gioca la sua ultima carta: si rivolge al questore di Lecce Vittorio Rochira, chiedendo di poter inoltrare la richiesta di rintraccio del figlio. La domanda viene accettata e gli agenti delle volanti si mettono immediatamente sulle tracce di Angelo Casilli, che riescono a rintracciare presso la sua abitazione a Lecce. Raggiunto telefonicamente, i poliziotti spiegano all'uomo che in città si trova suo padre che ha chiesto di rincontrare il proprio figlio. Angelo, con un filo di voce accetta l'invito. Questa mattina i due si ritrovano al primo piano della Questura di Lecce. Si abbracciano, si stringono forte e piangono di gioia. E' la vita, che toglie e che regala.

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