Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

"Un'offerta per una bambina malata". Ma era una truffa

Una coppia di truffatori arrivata da Lecce, nella giornata di domenica, a Squinzano ha compiuto diversi raggiri ai danni di alcune famiglie, con il pretesto di raccogliere fondi per una bambina malata

L'escamotage aveva con sè, solo in teoria, nobili fini. Nella pratica una coppia di pregiudicati leccesi pizzicati a Squinzano, nella giornata di domenica, aveva architettato un piano ammantato di "beneficenza" per lucrare ingenti quantitativi di denaro e speculare sul grande cuore dei salentini. E così insieme alle grandi maratone televisive, parallelamente brulica un circuito illegale di ignoti avventori che ripuliscono altrettanti ignari benefattori.

E tra l'intraprendenza di spregiudicati e la bonomia di interi nuclei famigliari, si consumano autentiche truffe. Scenario, il comune di Squinzano, vittime, famiglie pizzicate durante il rito del pranzo domenicale. Il gatto e la volpe di circostanza sono una coppia di coniugi, V.C, lui di 32 anni, G.E., lei di 27, giunti dal capoluogo per economizzare il fantomatico quanto squallido racconto del dramma di una bambina di tre anni affetta da una grave forma di leucemia. Il raggiro "porta a porta" è stato scoperto dai carabinieri di Squinzano, che hanno notato in via Dante due giovani con in mano alcune cartelline, mentre suonavano a diversi campanelli di abitazioni.

Alla vista delle forze del'ordine, la coppia ha compiuto un clamoroso autogol, cercando di disfarsi di due tesserini plastificati, con le loro foto, emessi dall'Assessorato all'Ambiente del Comune di Lecce. Dal controllo le tessere sono risultate false, e il gatto e la volpe alle domande degli interlocutori, hanno risposto in maniera piuttosto evasiva. I militari, per schiarire dubbi e sospetti, hanno contattato le famiglie visitate dalla coppia e dai racconti emersi hanno appurato come il 32enne e la 25enne si presentassero con la qualifica di operatori del Comune di Lecce, giunti a Squinzano per raccogliere offerte di denaro destinate ad un'oscura cooperativa di beneficenza Onlus. Per ogni offerta, inoltre, i due rilasciavano "regolare" ricevuta da un blocchetto che portavano con sé. Nelle tasche dei truffatori, sono stati trovati circa 100 euro, provento dell'attività illecita.


I due sono stati deferiti in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per truffa in concorso e falso materiale. Purtroppo il fenomeno delle truffe "porta a porta" è assai diffuso. I cittadini, soprattutto le categorie più anziane, maggiormente bersagliate, e non siamo blasfemi, farebbero bene a seguire il proverbio "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio", anche quando vengono contattati per missioni di beneficenza griffate con copertine da "libro cuore"

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Un'offerta per una bambina malata". Ma era una truffa

LeccePrima è in caricamento