Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Una gigantografia del figlio scomparso da un anno e una richiesta: "Chi sa parli"

La madre di Ivan Giorgio Regoli, in occasione del compleanno del figlio, ha esposto la foto all'ingresso del paese. Una provocazione verso la comunità. Il figlio manca da casa dal 30 settembre 2011. Non crede nell'allonatamento

 

MATINO – Ieri avrebbe compiuto 31 anni. Ora, all’ingresso del paese, la madre ha affisso un grande cartello, una gigantografia del figlio. Un’immagine che sembra provenire da un’altra vita. Ivan Giorgio Regoli, di Matino, manca da casa, fin dal 12 settembre dello scorso anno. Scomparso nel nulla. Di lui s’è occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto”. L’iniziativa della madre, Antonia Rizzo, sembra rivolta soprattutto alla comunità locale. Lei è convinta che qualcuno sappia cos’è successo, ma che non parli. In procura, a Lecce, fin da allora è aperto un fascicolo, ma le indagini dei carabinieri sembrano essersi arenate. Le poche tracce rimaste non hanno mai portato in nessun luogo preciso. Nonostante l’ascolto di persone e i rilievi tecnici svolti finora.   

Quel pomeriggio di fine estate, Regoli lasciò l'abitazione materna, dove abita anche un altro fratello, per dirigersi verso il centro del paese. Addosso, solo una maglietta nera con un disegno viola, un paio di bermuda neri, e scarpe da ginnastica bianche. E in tasca pochi spiccioli e un cellulare. Da allora, eternamente muto. I famigliari non si sono mai arresi all’idea dell’allontanamento volontario. Anche perché portafoglio, documenti e altri effetti sono rimasti in casa. Sembra che Regoli si stesse dirigendo verso l’abitazione della sua ex moglie, dove, però, non è mai arrivato.

Alto 172 centimetri, capelli neri, corporatura media, il giovane, tra i segni particolari, ha una piccola cicatrice sulla fronte e molti tatuaggi: sul braccio destro un grosso "tribale" e sull'avambraccio le lettere "I e R". Sul braccio sinistro ha un tribale con un cuore al centro e una stella sul polso sinistro vicino al palmo della mano. Sul collo, infine, le iniziali "I e G". Nonostante qualche piccolo precedente di polizia, il giovane non è mai risultato legato agli ambienti della criminalità, né dedito a traffici di qualsiasi genere. Insomma, un mistero.

“Qualcuno sa e non parla perché ha paura. Qualcuno sa che fine ha fatto mio figlio”, ha dichiarato all’Ansa la mamma, Antonia Rizzo. “Voglio solo sapere la verità, perché anche un animale ha il diritto di riposare in pace e di avere una madre che gli porti un fiore sulla tomba. Mi accade di svegliarmi all'improvviso nella notte con il cuore in gola e mi dico che è morto, non c'é più nulla da fare. Perché questo è quello che penso”. 

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