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Cronaca

UNA GOCCIA NELL'OCEANO DEL WEB LANCIATA VERSO IL FUTURO

Nasce oggi LeccePrima, un web-journal ideato per fornire news e approfondimenti in tempo reale. Con la possibilità di tenere informato anche chi vive lontano dal Salento.

Cos'è LeccePrima? Come nasce l'idea? E il nome, perché questo nome?

La prima risposta, rapida come una schioppettata: un giornale on-line. Un giornale on-line del Salento.

Sì, potremmo dire che è così. Ma vorremmo aggiungere subito che LeccePrima ambisce ad essere, un domani, qualcosa in più. Un riferimento importante nel panorama della stampa locale, se il progetto crescerà. Soprattutto, una nave col periscopio puntato sul mondo. Perché i salentini sono ovunque. Al Nord Italia, come nel Nord Europa. Oggi LeccePrima esce on-line. Un po' in sordina, con un paio di editoriali di presentazione, le prime notizie e tante idee. Una goccia nell'immenso oceano del web. Nel futuro, se il terreno sarà ben concimato, l'avventura diventerà un punto fermo, uno spazio ricco di servizi e di iniziative, portatore di valori e con un'identità ben solida e definita.

Va bene, va bene. Non abbiamo ancora risposto alle altre domande. L'idea, dove nasce. Il nome, come si sviluppa.

Andiamo con ordine. Partiamo da un concetto: reti, tecnologie, web society non sono parole gettate a caso nel calderone delle scienze sociali. E che ancora fanno paura allo sprovveduto di turno. Qui stiamo parlando di velocissime auto da corsa che, viaggiando fra pulsanti, cavi e monitor, migliorano la comunicazione e riescono a far compiere il giro del mondo ad ogni più piccola emozione quotidiana. In un batter di ciglio. Con la semplicità di un gesto, quel clic del mouse, divenuto talmente scontato per milioni di dita, che quasi nessuno fa più caso all'incredibile miracolo dell'interazione. Interazione fra uomo e macchina. Interazione fra uomo e uomo attraverso la macchina.

Ecco. Capire il senso più intimo di LeccePrima significa passare il progetto al microscopio e scovarne il Dna per risalire alle origini. "La risposta, la risposta", urla il pubblico. Un attimo. Ci arriviamo. Prima, facciamoci un'altra domanda: cos'è la scrittura?

"Telepatia, ovviamente", dice un certo Stephen King in "On writing - autobiografia di un mestiere". Attenzione. Non "sistema di segni", "rappresentazione grafica di oggetti ed idee", "fonemi ordinati in alfabeti". Ma, "telepatia". E ci aggiunge quell'avverbio, "ovviamente", che mette in ridicolo la smorfia di stupore del lettore, stordito di fronte ad una verità rivelata la cui evidenza era da sempre sotto gli occhi. "In bella vista, come la Lettera Rubata del signor Poe", sottolinea King.

Telepatia, insomma. E cos'altro?

E' una risposta illuminante, quella del "Re". La scrittura è trasmissione del pensiero. Al di là del tempo e dello spazio.

Perché? Semplice: "I libri hanno la singolarità di essere magie portatili". Non ci credete? Bene. L'esperimento è servito. "Guardate", ci esorta il romanziere. "Qui c'è un tavolo con una tovaglia rossa. Sul tavolo c'è una gabbia grande con un coniglio bianco con il naso rosa e gli occhi cerchiati di rosa. Nelle zampe anteriori ha un mozzicone di carota che sta sgranocchiando tutto contento. Sulla schiena, chiaramente segnato in inchiostro blu, c'è il numero 8. Vediamo la stessa cosa? Dovremmo incontrarci e confrontare gli appunti per esserne matematicamente sicuri, ma io credo di sì. Ci saranno inevitabili varianti, si capisce […] qualcuno vedrà orli merlettati, qualcuno lisci. Gli animi più decorativi vi aggiungeranno un po' di pizzo… ma per piacere: la mia tovaglia è la vostra tovaglia, sbizzarritevi pure".

"La gabbia lascia parimenti ampio spazio all'interpretazione individuale. […] Che cosa dovrei dire: sul tavolo c'è una gabbia lunga novantacinque centimetri, larga sessantadue e alta trentacinque? Questa non è prosa, è un manuale. Il paragrafo non ci dice neppure di che materiale è fatta la gabbia […], ma ha importanza? Abbiamo capito tutti che possiamo vederci dentro […]. L'elemento più interessante, qui, non è nemmeno il coniglio che sgranocchia la carota dentro la gabbia, bensì il numero che ha sulla schiena. Non un sei, non un quattro, non un diciannove virgola cinque. E' un otto. E' questo che stiamo guardando e lo vediamo tutti. Non ve l'ho detto io. Voi non me lo avete chiesto. Io non ho mai aperto bocca e voi non avete aperto la vostra. Non siamo nemmeno nello stesso anno insieme, meno che mai nella stessa stanza… eppure noi siamo insieme. Siamo vicini. Si sono incontrate le nostre menti".


Ora, King, da ottimo scrittore, usa i libri come veicolo di trasmissione. I giornalisti della carta stampata, usano piombo e cellulosa. I cronisti del web, navigano in Rete. E la grande magia della Rete è la trasmissione del pensiero in tempo reale. Ecco, dunque, le radici di LeccePrima. Dove l'avverbio "prima" sta per "prima comunicazione", "prima pagina", "prima notizia", ma anche e soprattutto "da qui tutto passa prima". Al di là del tempo e dello spazio.

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