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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca

Una nube nera si diffonde nei cieli della città: in fiamme le ecoballe nel deposito

Il centralino dei vigili del fuoco è stato preso d'assedio dalle telefonate. La colonna nerastra era ben visibile da diversi chilometri di distanza. Ad andare a fuoco, attorno alle 14, decine di imballaggi di carta e plastica nel magazzino di Aspica in viale Gran Bretagna

LECCE – La situazione è delicata. Non solo il funzionario di turno, ma anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Eugenio Barisano, ha deciso di recarsi di persona sul posto per saggiare il danno, mentre i suoi uomini si lanciavano a ondate con gli idranti in mezzo a una sorta di nebbia grigiastra, tra folate di miasmi e fiamme alte. I pompieri salentini stanno cercando di contenere uno dei più vasti e pericolosi incendi degli ultimi anni fra Lecce e provincia, provocato da tonnellate di rifiuti accatastati nel deposito dismesso di Aspica Recycling, nella zona industriale, già sottoposto a sequesto giudiziario con intervento dei carabinieri del Noe nel 2010 e successivamente dissequestrato.   

Il centralino dei vigili del fuoco ha rischiato di fondersi sotto l’assedio di decine di telefonate di cittadini, quando la possente nube di fumo s’è sollevata in aria, oscurando il cielo. Non solo leccesi, ma anche da Surbo e altri comuni vicini, in tanti hanno iniziato a tempestare di chiamate per segnalare il caso e chiedere cosa stesse accadendo, perché da diversi chilometri di distanza fosse ben visibile una gigantesca colonna di fumo, quale fosse l’origine. Impressionanti le immagini inviate anche dai lettori, scatti provenienti da diversi punti della periferia del capoluogo.

Ad andare a fuoco, nel primo pomeriggio, numerosi imballaggi di carta e plastica accatastati nel deposito di viale Gran Bretagna. Sull’area vige un sequestro giudiziario e la società è in liquidazione, ma nel piazzale vi sono ancora ecoballe in grosse quantità da smaltire. E il rischio ambientale non è assolutamente da non sottovalutare, vista anche la presenza di materiali plastici che hanno provocato una vera e propria cortina di composti tossici. Non si esclude che l'evento possa essere d'origine dolosa, ma è chiaro che per ora è più che altro una supposizione dettata dalla logica, considerando che il piazzale sorge dietro a un recinto ben chiuso da ogni lato. 

Saranno i funzionari dell’Arpa, chiamati dagli stessi vigili del fuoco, a effettuare analisi che nei prossimi giorni potranno forse fornire risposte più precise a una popolazione che già manifesta una certa ansia.

Al momento, però, ci sono soprattutto loro, i pompieri, che non si stanno risparmiando e che sono arrivati in massa per avere ragione delle fiamme. Fin dalle 14 circa, queste si stavano diffondendo rapidamente travolgendo un’ecoballa dopo l’altra. Dopo la prima partenza di una squadra da Lecce, il comando provinciale ha inviato due autobotti di rinforzo. Un altro mezzo dal distaccamento di Maglie è sopraggiunto nelle ore successive per dare man forte. Il lavoro si prospetta lungo e complesso, in molti si daranno il cambio. Si calcola che le operazioni andranno avanti per tutta la notte e forse ancora nella giornata di domani.ù

Una possente nube tossica

Sul posto sono arrivati anche i tecnici comunali e i carabinieri della compagnia del capoluogo. L’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Messuti, ha subito smistato su richiesta due ruspe per spostare le ecoballe ancora intatte ed evitare il contatto con il fuoco.

Il dirigente dell’Ufficio ambiente e protezione civile, Fernando Bonocuore, intanto, ha lanciato un messaggio ai cittadini che abitano a ridosso della zona industriale: chiudersi in casa e non aprire porte e finestre. “Considerati gli effetti nocivi della combustione di questi materiali e le sostanze inquinanti rilasciate, cioè diossine – spiega -, si raccomanda vivamente a tutti i cittadini le cui abitazioni si trovano nelle vicinanze dell’incendio o sono investite dalla nube generata dai fumi e spinta dal vento anche in zone più lontane, di tenere porte e finestre chiuse. L’emergenza potrebbe esaurirsi nelle prossime ore come perdurare fino a tutta la giornata di domani”.

L’assessore alle Politiche ambientali, Andrea Guido appare a sua volta preoccupato. "L’incendio di oggi - dice - potrebbe influire, anche se temporaneamente, sul livello delle polveri sottili presenti nell’aria. Sappiamo tutti della pericolosità della combustione della plastica ma non possiamo sottovalutare neanche quella della carta. Basti pensare che l'uso della carta e del cartone per combustione in stufe ad uso domestico è ancora controverso ed i sui effetti sulla salute sono tutt’ora oggetto di studio”.

La sua speranza, che non sia davvero un atto doloso, ipotesi che però si fa sempre più strada anche negli investigatori. "Se così dovesse essere - commenta -, vuol dire che in giro c’è gente così stupida da mettere a repentaglio la salubrità dell’aria che respira un’intera città. Gente così meschina, ignorante e senza scrupoli che forse pensa ancora che la questione ambientale sia un argomento lontano e che interessa solo politici e tecnici". 

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