Cronaca

Una piazza nel ricordo di Marco, caduto in Afghanistan

Domenica la comunità di Patù si stringerà attorno alla famiglia di Marco Pedone, militare morto lo scorso anno. Nel corso della celebrazione, sarà cambiato il nome dell'attuale piazza XX Settembre

Marco Pedone.-2

PATU' - "Nei nostri cuori vive il tuo ricordo, ogni giorno è per te ? certi che da lassù, tu ci dia la forza di andare avanti". La piccola comunità di Patù, domenica, si stringerà ancora una volta attorno alla famiglia Pedone. Era il 9 ottobre del 2010 quando Marco, 23 anni, primo caporalmaggiore, morì insieme a quattro suoi commilitoni in un attentato ad un mezzo Lince dell'esercito, ad opera di terroristi, nella zona di Farah, in Afghanistan (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=23250). Una delle tante vittime delle discusse missioni all'estero. Con la provincia di Lecce fra i territori che più, in questi anni, hanno pagato dazio.

In occasione del primo anniversario della sua scomparsa, l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Francesco De Nuccio, chiama a raccolta la cittadinanza ad esporre la bandiera tricolore. Il programma della commemorazione prevede, alle 9,30, il raduno presso il sagrato della chiesa Santissima Immacolata delle associazioni combattentistiche e delle autorità civili e militari. Seguirà, alle 10, la messa officiata da monsignor Agostino Bagnato. Poi, il rito dell'alzabandiera, alle 11,30, con la deposizione di una corona di alloro presso la villa ai caduti di tutte le guerre e, mezzora più tardi, la cerimonia d'intitolazione dell'attuale piazza XX Settembre propri a lui, Marco Pedone.

Infine, alle 12,30, saranno inaugurate le mostre presso il Palazzo Romano di Piazza Indipendenza (che ospita già una mostra archeologica sulla città messapica di Vereto), delle divise e dei cimeli storici della Marina militare italiana, a cura del direttore del museo di Maglie, Giuseppe Castrì, e del "Percorso storico del tricolore" a cura del colonnello Antonio Cesari.


Marco Pedone, caporalmaggiore degli alpini, presso il Settimo reggimento di Belluno, quel giorno, con i suoi colleghi, si trovava sulla via del rientro, dopo aver trasportato materiale per la costruzione di una base avanzata. La colonna era composta da circa settanta mezzi. Improvvisamente, l'esplosione, che fece saltare il suo mezzo militare, poi lo scontro armato, quando i terroristi uscirono allo scoperto. Cinque furono le vittime. Un sesto militare si salvò, rimanendo però ferito.

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