Cronaca

Università, brevetti e presunti favoritismi: giudizio abbreviato per l'ex rettore Laforgia

Ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato l'ex rettore dell'Università del Salento Domenico Laforgia. L'accusa nei confronti dell'ingegnere barese è di abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta che riguarda i brevetti e il presunto conflitto di interessi dell'ex rettore

Domenico Laforgia in una foto del 2012.

LECCE – Sarà giudicato con il rito abbreviato l’ex rettore dell’Università del Salento Domenico Laforgia. La richiesta di rito alternativo è stata formalizzata nel corso dell’udienza preliminare. L’accusa nei confronti dell’ingegnere barese è di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta che riguarda i brevetti e il presunto conflitto di interessi dell’ex rettore.

Due, in particolare, gli episodi finiti nel mirino della magistratura e del sostituto procuratore titolare del procedimento: Paola Guglielmi. Si tratta di due brevetti (il primo sulle celle di Graetzel con sistema di ricambio continuo del colorante organico e dell'elettrolita; il secondo sul concentratore solare termodinamico basato sull'utilizzo dei nanofluidi) per poco meno di 13mila euro.

Laforgia, secondo quanto ipotizzato dall’accusa, doveva astenersi al momento del voto del consiglio d’amministrazione dell’Ateneo salentino sull’affidamento delle consulenze sui brevetti richieste dall’Università del Salento all’Agenzia regionale, a favore dello studio “Laforgia, Bruni and partners”, amministrato dal figlio e di cui all’epoca sarebbe stato socio lo stesso rettore. Inoltre, in uno dei progetti uno dei progetti vi sarebbe la firma dello stesso ingegnere Laforgia.

Da qui il presunto conflitto di interessi da cui sono scaturite le accuse e l’ipotesi di reato di abuso di ufficio. Accuse che l’ex rettore ha sempre respinto, evidenziando “l’insussistenza di qualsiasi illecito”. L’ingegnere barese si è sempre detto “convinto che i fatti daranno contezza, anche in questo caso, della correttezza del mio operato”.

Nell’ambito dell’inchiesta sono stati sentiti, come persone informate sui fatti, Marco Milanese, ricercatore presso la facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento nel settore scientifico-disciplinare e Gianpiero Colangelo, ricercatore di Fisica tecnica industriale. Le acquisizioni e gli ascolti erano proseguiti anche nelle settimane successive.

Gli inquirenti hanno analizzato e passato al setaccio la procedura per la registrazione dei brevetti e il coinvolgimento di una società legata in passato all’ex rettore e se i finanziamenti erogati dall’“Agenzia per la tecnologia e l’innovazione della Regione” (Arti) per i brevetti e le consulenze sui progetti nati in seno all’Università del Salento abbiano riguardato la stessa società.

Si tratta, in realtà, di una procedura ben precisa: l’autore di un brevetto dell’Università del Salento ha due strade per brevettare la sua invenzione: può mantenere i diritti per sé e brevettarla per conto suo oppure può cederla all’Università che avvia la procedura di brevettazione e (nelle ipotesi in argomento) fa istanza di consulenza  brevettuale all’Arti.

La scelta del mandatario, ovvero il consulente che si occuperà della procedura di brevettazione, è prerogativa dell’inventore, che la comunica all’Amministrazione, la quale ne prende semplicemente atto. Unico vincolo che l’inventore ha è quello di scegliere il mandatario tra quelli presenti nell’Albo degli esperti dell’Arti. 

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