Cronaca

Università, caos segreterie: "Presto trasferimenti"

Il super lavoro nelle segreterie del polo umanistico verrà smaltito con trasferimenti di personale: è la promessa del direttore Emilio Miccolis. Ma i problemi, per i dipendenti, non finiscono qui

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LECCE - Tempo dieci giorni, e il problema del sovraccarico di lavoro nelle segreterie universitarie del polo umanistico, verrà risolto.

La rassicurazione viene, oggi, dal direttore amministrativo dell'Università del Salento, Emilio Miccolis al margine di un incontro presso il Rettorato, con i sindacalisti di Uil Università, Flc Cgil e una delegazione dei lavoratori interessati, che ha concluso il balletto di accuse e smentite degli ultimi giorni.

Il problema delle lavoratrici (le quali rappresentano il 90 per cento degli impiegati nelle quattro segreterie "calde" delle facoltà di Lettere e Filosofia, Scienze Sociali, Scienze Politiche e della Formazione), esiste, si trascina da tempo e non può essere sottovalutato.

Da troppo tempo infatti, in concomitanza delle sessioni d'esame ordinarie e straordinarie, si accumulano le pratiche e le pile dei verbali da digitalizzare.
La carenza di personale interno, chiude il cerchio: ferie accumulate, straordinari non retribuiti ma trasformati in giornate, obbligatorie, di riposo compensativo che non verranno mai smaltite a causa delle continue urgenze.

E lavoratrici sull'orlo di una crisi, incapaci di conciliare ritmi lavorativi con la vita privata e la cura delle famiglie. C'è persino chi, è arrivato a non staccare dal lavoro, prima delle undici ore al giorno. Il disagio ha toccato i vertici massimi nel polo umanistico, non per caso: "In queste facoltà esistono decine di piani di studi che non consentono un lavoro standardizzato", spiega Tiziano Margiotta della Uil.

L'intervento massivo, promesso da Miccolis, consisterà in un trasferimento di personale interno con assegnazioni temporanee di personale, anche se "queste persone dovranno essere formate per le nuove attività", sottolinea Dino De Pascalis della Cgil. Si troveranno, infatti, alle prese con il nuovo sistema informatico "Esse 3", introdotto in via sperimentale a maggio e che, indipendentemente dalla scarsa dimestichezza di chi lo usa, presenterebbe funzioni mancanti che lo rendono poco funzionale allo scopo.

Ma il vero caos nell'Università, non è ancora esploso: i lavoratori hanno infatti segnalato ai sindacalisti, presunte irregolarità burocratiche nella registrazione degli esami. E se non si corre ai ripari, "alcune istruttorie sugli esami potrebbero essere rigettate dal ministero dell'Istruzione", annuncia Margiotta.


Questa è solo la punta dell'iceberg dei disagi nell'Università: restano in ballo i ritardi di pagamento sul Fondo produttività (e già incombe la minaccia di un ricorso legale per il pagamento degli interessi), il problema della mobilità interna dei dipendenti in seguito all'accorpamento di dipartimenti e facoltà, e il tema scottante dei percorsi di formazione professionale seguiti a macchia di leopardo e dai "soliti noti".

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