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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca Cavallino

Un 39enne in ospedale con ferita d’arma da fuoco: si costituisce un 46enne

Un uomo di Cavallino è stato gambizzato intorno alle 3 e mezzo. Soccorso dal 118, è ora ricoverato presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Nel pomeriggio, una prima svolta

CAVALLINO - Gambizzato nel cuore della notte: un uomo giunge in ospedale con una profonda ferita da arma da fuoco. L’episodio intorno alle 3 e mezzo quando un 39enne di Cavallino è stato accompagnato presso il pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce con un trauma alla gamba sinistra, quasi all’altezza dell’inguine.

L’uomo è arrivato a bordo di un’ambulanza, in “codice rosso”: la ferita era infatti piuttosto grave e la perdita di sangue copiosa. Sottoposto immediatamente agli accertamenti clinici, il personale medico gli ha riscontrato nella parte superiore dell’arto il foro di entrata e quello di uscita del proiettile. Qualcuno ha dunque esploso un colpo di arma nella sua direzione, a distanza ravvicinata, con l’intento di ferirlo. E quel qualcuno sarebbe Rosario De Matteis, un 46enne del posto. L’uomo si è costituito intorno alle 15 di oggi.

Il fatto  

Il 39enne è al momento fuori pericolo, tenuto sotto osservazione dei sanitari dell’ospedale leccese. Le indagini sono state subito avviate dai carabinieri della stazione di Cavallino e dai colleghi della compagnia leccese. Ascoltato, il ferito ha dapprima assunto un atteggiamento reticente, indicando in un petardo la causa del ferimento. Versione alla quale sin dai primi istanti gli stessi sanitari non hanno creduto e che ha inoltre insospettito i militari dell’Arma, andati sulle tracce del responsabile, o di più responsabili, dell’accaduto.

Il grave fatto di cronaca, secondo quanto riferito dalla vittima, si sarebbe verificato in una strada periferica del comune messapico: nel buio della notte, il 39enne ha raccontato ai militari di aver avvertito un improvviso bruciore e di non essere riuscito a scorgere la presenza di alcuno. Oltre ad aver mappato le videocamere di sorveglianza nel punto indicato gli inquirenti hanno ascoltato il 39enne, al momento disoccupato, alla ricerca di elementi utili all’attività investigativa. Nessuna ipotesi è esclusa circa il movente del ferimento: potrebbe essersi trattato di un livore alimentato da dissidi di natura personale, o maturato in altri contesti che sono ora al vaglio delle forze dell’ordine.

Si costituisce un uomo

Una svolta si è avuta intorno alle 15 di oggi. Rosario De Matteis, un 46enne del posto, si è costituito in caserma, raccontando la sua versione dei fatti. Vi è però qualche discrepanza rispetto a quanto detto dalla stessa vittima. La vicenda, infatti, non si sarebbe consumata in periferia, ma in una zona centrale del comune contiguo a Lecce. Sta di fatto che, forse perché consapevole che sarebbero arrivati a lui in breve, alla fine l’uomo ha deciso di presentarsi in caserma e di spiegare la sua versione.

Per cominciare, lui e la vittima sarebbero amici e non vi sarebbero dissapori fra loro. Il colpo sarebbe stato esploso in modo accidentale, durante il maneggiamento della pistola, in un momento in cui l’avrebbe esibita. Questo quanto riferito dall’uomo, noto per vicende legate agli stupefacenti (solo ad aprile era stato arrestato con l’ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio), ma non per il possesso di armi. Insomma, non vi sarebbe stata volontà di ferire, ma tutto si sarebbe consumato per una sorta di "incidente".

Il sostituto procuratore Alessandro Prontera ha disposto il trasferimento in carcere dell’uomo. In attesa dell’udienza di convalida, si attendono ulteriori accertamenti. La visione di eventuali video potrebbe illustrare meglio le fasi dell’accaduto. De Matteis è difeso dall'avvocato Raffaele Benfatto. 

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