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Il luogo del tragico rinvenimento.

Il luogo del tragico rinvenimento.

Sul tetto del treno il cadavere di un ragazzo folgorato. Aveva solo 17 anni

La scoperta prima di mezzogiorno nello scalo di Surbo. Identiticato in serata: era un marocchino residente a Piacenza, fuggito da casa a gennaio. Sul posto, oltre al medico legale, la Polfer

SURBO - Durante il lavaggio del convoglio, la macabra scoperta: sul tetto del treno, incastrato, il cadavere di un giovane uomo, di origini magrebine, rimasto folgorato alle braccia dopo essere entrato in contatto con l'alimentazione elettrica del mezzo. Il tragico rinvenimento in giornata, una ventina di minuti prima di mezzogiorno, nello scalo ferroviario di Surbo, alle porte di Lecce. In serata, poi, si è risaliti all'identità. Si trattava di un ragazzo di 17 anni, di origine marocchina, residente a Piacenza. Si era allontanato da casa fin da gennaio. La famiglia aveva presentato una denuncia di scomparsa. 

Il personale addetto alle pulizie si stava occupando della locomotrice del treno Intercity notte 755, rientrato da Milano e trasferito nello scalo di Surbo per una ordinaria manutezione. Gli addetti hanno scorto il corpo di un giovane. Carnagione chiara, ormai privo di vita, inizialmente si era ritenuto avesse 25, massimo 30 anni. Ed è stata allertata immediatamente la Polizia ferroviaria. Senza alcuna ferita apparente sul corpo, gli indumenti intatti e persino la mascherina di protezione anti Covid calata sul volto. Gli unici segni, notati in un secondo momento, quelli della scossa fatale che lo ha tragicamente strappato alla vita.

Sul posto sono giunti anche i colleghi della polizia scientifica e della squadra mobile, assieme al medico legale e al pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, Alessandro Prontera. Il binario è stato nel frattempo raggiunto dai vigili del fuoco del comando provinciale: a questi ultimi è toccato il compito di prelevare la salma e affidarla al medico legale per l'ispezione esterna. È dall'accertamento clinico che sono emersi gli elementi riconducibili al motivo del decesso.

In episodi passati, morti simili sono spesso state causate da scosse durante il furto di cavi in rame. Ma in questo caso non è stato rinvneuto nulla di sospetto. Le indagini sono proseguite tutto il pomerigigo per identificare la vittima: addosso non aveva alcun documento. Poi, attraverso il sistema Afis, confrontando le impronte digitali, si è risaliti al suo nome tramite le banche dati a disposizione delle forze dell'ordine.

Le videocamere di sorveglianza installate nelle varie stazioni hanno registrato la presenza del ragazzo deceduto sin da Barletta, ma è probabile che si trovasse sulla parte superiore della locomotrice sin da prima. Tanto più che comunicazioni della Polfer indicano la presenza di un giovane con stesse fattezze  già in questa notte presso la stazione di Bologna, così come ripreso sempre dalle telecamere. Il che è più che plausibile, dato che, come detto, il 17enne era residente a Piacenzae potrebbe aver vagato in tutto questo tempo in Emilia-Romagna.  La salma del ragazzo, intanto, è stata trasferita presso la camera mortuaria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, come disposto dall'autorità giudiziaria.

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