Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

"Uranio impoverito, quattro nuove vittime". C'è anche un leccese

Ancora casi di malattia tra i militari italiani per possibile contaminazione da uranio impoverito. L'annuncio proviene da una nota stampa dell'Associazione vittime uranio. Il salentino è maresciallo dell'aeronautica a Roma

Una foto di Sarajevo sotto i bombardamenti.

 

ROMA - Ancora casi di malattia tra i militari italiani per possibile contaminazione da uranio impoverito. L’annuncio proviene da una nota stampa dell’Associazione vittime uranio. Bruno Ciarmoli, legale dell’associazione, attraverso il blog Vittimeuranio.com, denuncia quattro nuovi episodi. Fra questi, anche quello che vede al centro un militare di Lecce.

“Tra gli ultimi a rivolgersi all’associazione – spiega l’avvocato – A.G., brigadiere 40enne dei carabinieri, di Lucca, in servizio presso la compagnia di Pisa. Dopo alcune missioni in Kossovo all’uomo è stato diagnosticato un tumore al sigma. G.P. di Scafati, militare presso la caserma di San Giorgio a Cremano (Napoli) di 37 anni è affetto da una grave forma di cancro che interessa i bronchi e la pleura. F.R. di Sassari, 33 anni, ha subito l’asportazione di un testicolo, di un rene e di linfonodi, ma anche un trapianto di cellule staminali dopo aver prestato servizio nel ‘96 nel poligono interforze di Salto di Quirra, in Sardegna. Infine – continua Ciarmoli - M.C., maresciallo dell’aeronautica di 37 anni, di Lecce, ma in servizio a Roma, combatte contro un linfoma di Hodgkin scoperto recentemente e per caso dopo una missione in Kossovo nel 2002. Un duro colpo per il quale ha dovuto rimandare anche il matrimonio”.

“In molti casi - lamenta l’avvocato - gli organi della Difesa hanno negato qualsiasi forma di risarcimento in quanto le patologie non sono risultate dipendenti da causa di servizio, ma in alcuni casi commissioni di verifica diverse hanno dato esiti contrastanti, così come sembrano contrastare le numerose norme che dovrebbero regolare la delicata materia. Tutto questo - conclude  - mentre la commissione parlamentare di inchiesta si interroga su come scongiurare la perdita di oltre 24 milioni sui 30 destinati alle  vittime. Fondi che potrebbero essere persi se non impegnati entro la fine dell’anno”.

“Anche per questo l’associazione ha chiesto l’intervento del nuovo ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, per fornire assistenza concreta ai malati, spesso vittime anche dell’eccessiva burocrazia”, conclude il legale. Secondo l’associazione i militari malati sono oltre duemila, più di 200 quelli deceduti negli ultimi anni.

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