Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Vandali bruciano la Focara di notte. Rovinata la festa a Porto Cesareo

I vigili del fuoco hanno lavorato fino alle 9 del mattino per domare le fiamme appiccate da ignoti. L'accensione doveva avvenire questa sera. Sul posto carabinieri e sindaco. Il Comitato locale non si arrende: "La festa prosegue"

Foto di Antonio Quarta.

PORTO CESAREO – Uno scherzo di pessimo gusto. E una festa inesorabilmente rovinata. Almeno per oggi. Anche se il Comitato festa non ci sta, e dice: "Dopo tutti gli sforzi, noi andiamo avanti".

Tant'è. Ignoti, poco prima dell’alba, hanno deciso di “anticipare” l’accensione della grande pira allestita a Porto Cesareo, nella zona dello scalo d’alaggio, sul lungomare. E così, la Focara ha avuto il suo clou in un momento in cui, ad assistere, non c’era il pubblico delle grandi occasioni. Obbligando i vigili del fuoco a un lavoro straordinario, che s’è protratto fino a mattino inoltrato. 

Giunti sul posto dal distaccamento più vicino, quello di Veglie, i vigili hanno ingaggiato una lotta serrata con le lingue di fuoco, dalle 4,45, fino a poco prima delle 9 di oggi. Le operazioni di spegnimento sono state rese difficili dalle raffiche di vento, che hanno alimentato le fiamme. Risultato: tutto consumato. Impossibile, questa sera, programmare l’evento.

Sul posto si sono diretti anche i carabinieri della stazione locale, per avviare le indagini. Un atto vandalico fine a se stesso o altro? Il ventaglio d’ipotesi è vasto, ma al momento è difficile capire quale possa essere il movente. Di certo gli autori hanno agito nel momento per loro più opportuno, quando hanno avuto la sicurezza che nessuno potesse scorgerli. La zona, infatti, è sempre molto frequentata, anche di notte e all’alba, per il passaggio di pescatori.

Resta il fatto che Porto Cesareo è una di quelle realtà locali nelle quali esponenti dell’amministrazione comunale, o che ruotano attorno ad essa, a partire  dal sindaco, sono stati più spesso presi di mira con veri e propri attentati con ordigni alle abitazioni e agli studi professionali. Ciò non toglie la gravità anche di questo fatto, sia perché un immenso fuoco senza controllo avrebbe potuto provocare danni ancor più ingenti, sia per l’ennesimo schiaffo subito dalla comunità cesarina.

La Focara, a Porto Cesareo come in altre località salentine (la più nota è quella di Novoli) è una tradizione che s’è consolidata nel tempo, nell’ambito delle celebrazioni in onore di Sant’Antonio Abate. Qui, si svolge fin dal 1933. I festeggiamenti, oggi, prevedevano la messa del mattino e la benedizione degli animali. Il gran finale, però, doveva essere, come sempre, l’accensione della catasta alta più di dieci metri. Ma qualcuno ha deciso di anticipare i tempi, senza chiedere il permesso.

Il sindaco Salvatore Albano s’è recato questa mattina sul luogo, per visionare i danni e parlare con i rappresentanti del Comitato festa e in particolare con il suo presidente, Antonio Martina. Il quale, oggi, è particolarmente amareggiato, ma non crede ad un gesto preciso, rivolto a persone che si sono attivate per i festeggiamenti. “Sono tutti bravi ragazzi, che provengono dalle parrocchie”, dice. E ricorda come fatti del genere si siano ripetuti nel tempo: “Lo stesso scherzo fu fatto nel 1998 e nel 2000”. I danni furono minori.

“La festa, comunque – annuncia -, andrà avanti, con gli stand gastronomici già allestiti e pronti per la serata. Questa vicenda non ci ferma”. Anche la Focara potrebbe essere ricomposta e accesa, ma in un altro giorno. La speranza del Comitato è che, con il contributo di tutti, a partire dal Comune (che offre il patrocinio) si possa avviare da subito l’edificazione di una nuova pira, magari un po’ più piccola, da accendere eventualmente sabato prossimo.   

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