Sgominata baby gang che aveva preso di mira il centro per ragazzi Down

Petardi nei bocchettoni, incendi davanti al portone, sassi e bottiglie contro i vetri. Le famiglie erano sempre più intimorite. A Nardò la polizia ha individuato tre minori. Altri due da identificare

NARDO’ – Per mesi, fin dall’inizio dell’anno, erano diventati l’ossessione e il tormento dei ragazzi affetti dalla sindrome di Down che frequentano il centro. Nota è la loro spiccata sensibilità, ragion per cui si sentivano intimoriti, insieme alle loro famiglie, per una serie di atti vandalici. Esplosione di petardi, vari danneggiamenti, persino qualche tentativo d’incendiare il portone.

Un’escalation pericolosa, che aveva creato una sorta di psicosi, con più telefonate al 113. E alla fine, in tre sono stati individuati e denunciati: due 16enni e un 17enne. Ma la banda era più corposa, composta da almeno cinque ragazzi. Altri due potrebbero essere identificati a breve e finire nello stesso fascicolo in mano alla Procura minorile, con l’accusa di danneggiamento aggravato e continuato in concorso.

Un'agguerrita baby gang: tutti minorenni

La baby gang, tutta composta da ragazzi di Nardò, aveva una sorta di covo dove riunirsi e da cui partire per le proprie scorribande serali, ai margini della zona 167, non lontano dall’area dove si tiene il mercato. Si tratta di un chiosco comunale in disuso. E in tutta la zona, il degrado non faceva che rendere più tetro lo scenario, ricreando quasi l’atmosfera di certi film distopici ambientati in un fosco futuro, dove vera protagonista è la violenza.

Ben sei le carcasse di autovetture e scooter fatte rimuovere nel tempo, insieme a quelle di bombole di gas, ferraglie e spazzatura varia, quando la questione è rimbalzata nelle mani del commissariato di polizia. Tanto che il dirigente, il vice questore Pantaleo Nicolì, ha richiesto la collaborazione del sindaco Pippi Mellone proprio per l’aspetto riguardante la bonifica. Spesso, il primo, determinante passo per fare piazza pulita anche di certi comportamenti pericolosi, che iniziano come un gioco malato e non si sa mai dove possano approdare. Manduria insegna.

Nel mirino l'Associazione italiana persone Down

Al centro di tutto, la sezione neretina dell’Associazione italiana persone Down. Una sede importante, quella di via Caduti di via Fani, perché punto di riferimento per tutto il circondario. Sono ben quarantasette i ragazzi Down qui ospitati di giorno per varie attività. Ma la ripetizione, in zona, di continui atti di teppismo, aveva messo in serio allarme le famiglie, tanto che la responsabile del centro s’è rivolta con decisione alla polizia. E il commissariato ha iniziato un’indagine certosina, sfruttando anche vari “occhi elettronici”. Non solo quelli del centro stesso, che è videosorvegliato, ma anche altri.

E proprio la comparazione fra le immagini, ha permesso di individuare con certezza tre su cinque autori delle scorrerie. Sono stati ben visti mentre entravano nello stadio comunale, per seguire una delle varie gare di calcio della compagine locale. Avevano gli stessi abiti indossati durante uno dei raid e nello stadio è stato più semplice riconoscerli.

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Petardi, sassi, incendi: tante le "imprese"

Tante le “imprese” dei bulli, che forse non sapevano come sconfiggere altrimenti la noia. In un caso hanno ammucchiato della spazzatura per dare fuoco nei pressi della porta d’ingresso della sede. Ancora, hanno preso a calci e divelto il box contenente il contatore del gas. Per non parlare di petardi fatti esplodere in un bocchettone di areazione della struttura. Condendo il tutto con frequenti lanci di sassi e bottiglie contro le finestre, finendo per danneggiare anche alcune telecamere dell’impianto di videosorveglianza.

E sarebbe interessante capire se vi sia la stessa mano anche in altri episodi avvenuti di recente a Nardò. Per esempio, nel danneggiamento dei pullman delle Ferrovie del Sud Est, parcheggiati vicino alla stazione, che risale all’aprile scorso. Va detto, comunque, che non ci sono stati, per fortuna, casi di offese dirette o di aggressioni ai danni dei ragazzi portatori di handicap. Quantomeno, non ne sono stati riferiti. Non si è arrivati, dunque, agli stessi livelli di orrore di Manduria. Ma il passo verso qualcosa di più grave può essere davvero breve, senza adeguata prevenzione.

E ora, tutta la zona è stata ripulita. Niente più carcasse d’auto e sporcizia. Niente più devastazioni.  I responsabili della struttura, per ringraziare la polizia per la fine di un incubo, hanno donato al commissariato una torta. L’hanno preparata proprio i ragazzi del centro, con le loro mani. E per questo ha avuto un sapore ancora più dolce.

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