Torre di Belloluogo, l'associazione denuncia: "Sindaco, stop al vandalismo"

Dopo una prima lettera inviata a Paolo Perrone, i portavoce dell'Associazione ideale osservatorio di Torre di Belloluogo, chiedono nuovamente l'intervento istituzionale contro lo stato di abbandono in cui versa il monumento

Un'immagine della storica torre

LECCE  - Nella lettera indirizzata al sindaco della città di Lecce, Paolo Perrone e al dirigente dell'Ufficio centro storico di Palazzo Carafa, l'architetto Patrizia Erroi, l'area che circonda la Torre di Belloluogo è definita "terra di nessuno". Ad inoltrare la prima missiva, Beniamino Piemontese,  che ha denucniato  il degrado venutosi a creare attorno alla storica torre - che svetta sul nuovo, omonimo parco, inaugurato di recente - dove domina incontrastato il vandalismo, in un susseguirsi di atti che "assumono,di giorno in giorno, una gravità sempre crescente".

Queste alcune dure parole  divulgate alcuni giorni addietro nella lettera, alle quali fanno seguito quelle della portavoce dell'Associazione  ideale osservatorio della Torre di Belloluogo, Carla De Nunzio. Gli esponenti dell'organizzazione di volontari che gestiscono l'area, infatti, in un secondo appello chiedono al primo cittadino che venga fronteggiata, con una certa urgenza, la serie di bravate ai danni del monumento medievale. Tutta la zona, in realtà, coinvolta nei lavori per l'estensione del secondo lotto dei giardini pubblici, è interssata da un più preoccupante stato di degrado. A "certificarlo" non solo l'asfalto che circonda l'area, frantumato e sconnesso, ma anche i cumuli di rifiuti abbandonati lungo il ciglio dela strada, piccoli elettrodomestici lasciati lì, nell'indifferenza degli abitanti e delle stesse istituzioni, tra le sterpaglie trascurate, prive di manutenzione, che certo non fanno onore al nome altisonante, e promettente, della torre.


Al centro del malcontento, palesato inizialmente,  ci sarebbero gli atti vandalici compiuti da ignoti, nei primi dieci giorni di giugno, che hanno mandato in frantumi i vetri delle finestre. E non è finita. Alcuni balordi avrebbero poi fatto ritorno in zona, sfregiando nuovamente la torre e accanendosi contro le vetrate della finestra di forma ogivale che si affaccia, sul lato di Viale del Risorgimento. La soluzione proposta da Benimaino Piemontese prima  e ora dalla portavoce di tutti gli associati, è quella di sollecitare, per vie istituzionali, "il ripristino dei manufatti danneggiati e dell'integrità del monumento, e di pensare ad un efficace sistema di sorveglianza della Torre di Belloluogo, ma di esperire anche le vie legali con la presentazione di una formale denuncia contro ignoti, rendendo inoltre di dominio pubblico la denuncia in modo da rendere consapevoli i responsabili di tali gesti e  dover rispondere delle proprie azioni e dei danni provocati".



 

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