Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Vantaggi a ditte nella ricostruzione, fra gli indagati provveditore leccese

Quello di Giovanni Guglielmi, 61enne, originario di Lecce, è uno dei nomi eccellenti nell'inchiesta della guardia di finanza del comando dell’Aquila. Dodici gli indagati nella ricostruzione post-terremoto della caserma “Paquale Campomizzi”, sede degli Alpini. Per la Procura favorite due aziende

L’AQUILA – Quello di Giovanni Guglielmi, 61enne, originario di Lecce, è uno dei nomi eccellenti nella maxi inchiesta della guardia di finanza del comando dell’Aquila.  In qualità di provveditore interregionale pro tempore, è fra i dodici indagati nella vicenda che riguarda la ricostruzione post-terremoto della caserma “Paquale Campomizzi”, sede degli Alpini.

Una sfilza i reati ipotizzati: turbata libertà degli incanti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, reiterate falsità ideologiche commesse da pubblici ufficiali e da privati ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 600 mila euro.

La lista è lunga e comprende: Giancarlo Santariga, 58enne di Tagliacozzo, provveditore aggiunto pro tempore; Giuliano Genitti, 61enne dell'Aquila, funzionario presso il provveditorato appaltante e Rup; Filippo Di Giacomo, 69enne di Barete, funzionario del provveditorato e direttore dei lavori; Claudio Quartaroli, 61enne di Lucoli, stessa qualifica di Barete; Carlo Clementi, 59enne di Roma, dirigente del provveditorato; Giovanni Benevieri, 67enne dell'Aquila, professionista esterno; Aldo Del Beato, 73ennedell'Aquila, imprenditore edile; Giulio Vittorini, 49enne dell'Aquila, imprenditore edile; Enzo Romano Marinelli, 64enne dell'Aquila, imprenditore edile; Ettore Barattelli, 48enne dell'Aquila, imprenditore edile. Indagate anche la ditta appaltatrice dei lavori, la "Marinelli ed Equizi srl", e la subappaltatrice, la "F.lli Ettore e Carlo Barattelli Srl”.

Questa mattina è stata dunque data esecuzione a un provvedimento del gip Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta della Procura dell’Aquila. I finanzieri hanno sequestrato beni per un valore di 2,5 milioni di euro a carico delle summenzionate imprese edili aquilane, sia nel capoluogo abruzzese, sia in provincia di Teramo.

Fra gli indagati, quindi, i vertici pro tempore del Provveditorato interregionale opere pubbliche di Roma e della sede aquilana, dirigenti e tecnici dello stesso ufficio periferico oltre agli imprenditori coinvolti. Secondo l’accusa dirigenti e tecnici del Provveditorato avrebbero adottato procedure e soluzioni finalizzate a far eseguire l’intera realizzazione delle opere previste alla caserma ad opera delle imprese aquilane del Consorzio Federico II.  

Tale associazione di imprese, sorta appena un mese dopo la scossa del 6 aprile 2009, divenne nota all’opinione pubblica nel 2010, con una inchiesta della magistratura fiorentina nei confronti di una cosiddetta “cricca” di imprenditori che, con l’aiuto di politici e dirigenti pubblici sperava di accaparrarsi importanti commesse pubbliche sfruttando conoscenze e rapporti con la Protezione civile nazionale ed i Provveditorati delle opere pubbliche.

Le due imprese aquilane, facenti parte del Consorzio, rispondono anche ai sensi del decreto legislativo 8/6/2001 (numero 231) che prevede la responsabilità amministrativa degli enti. Avrebbero quindi conseguito un ingiusto vantaggio, quantificato dai periti tecnici, incaricati dalla Procura, in 2,5 milioni di euro, configurando l’ipotesi di truffa aggravata consumata ai danni del Provveditorato opere pubbliche e della Protezione civile. 

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