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"Var Bay": sei degli arrestati per spaccio di stupefacenti restano in carcere

Solo uno dei giovani fermati nell’ambito dell’operazione dei carabinieri alla Baia Verde ha ottenuto l’obbligo di dimora

LECCE - Non lasceranno il carcere di “Borgo San Nicola” sei dei sette giovani stranieri fermati ieri con l’accusa di aver spacciato droga a minorenni nella zona di Baia Verde, a Gallipoli. Lo ha deciso il gip (giudice per le indagini preliminari) Antonia Martalò all’esito dell’interrogatorio di convalida che si è tenuto in mattinata, concedendo l’obbligo di dimora (nel comune di Bari) solo a uno dei presunti pusher, finiti nei guai con l’operazione “Var Bay”. Durante il faccia a faccia con il giudice tutti i ragazzi hanno respinto le accuse.

In due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma alla presenza del difensore (l’avvocato Mario Stefanizzi) hanno rilasciato dichiarazioni spontanee nel tentativo di scagionarsi dalle accuse. Ad alcuni di questi, il giudice avrebbe concesso la misura meno restrittiva dei domiciliari, ma questo non è stato possibile, essendo tutti senza fissa dimora. Uno, in particolare, ha dichiarato di non essere lui quello nei fotogrammi estrapolati dai filmati delle telecamere di videosorveglianza piazzate nella zona.

Proprio le videocamere sono state fondamentali a chiudere il cerchio, in poco più di tre settimane, su una rete di spaccio particolarmente attiva a Baia Verde. Tanto sono durati gli accertamenti condotti dal pubblico ministero Valeria Farina Valaori, con i carabinieri della compagnia di Gallipoli, guidati dal capitano Francesco Battaglia, che ieri hanno portato al fermo dei sette ragazzi e alla denuncia di altri 18.

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