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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Intervento di riduzione dello stomaco, muore in casa dopo un malore

La famiglia ha sporto denuncia. Si attende l'autopsia. A gennaio l'operazione a Zingonia. Ma una donna vegliese ha continuato ad avere disturbi e dolori. Di recente visitata al Fazzi

VEGLIE – Il malore è stato talmente violento, l’emorragia tale che, purtroppo, P.I., una donna prossima ai 46 anni di Veglie, è spirata in pochi istanti. Non c’è stato nemmeno il tempo di portarla in ospedale. Quando l’ambulanza è giunta sul posto, ieri pomeriggio, e gli operatori del 118 sono entrati in casa, hanno potuto fare ben poco. E dopo che il medico ha constatato il decesso, si è messa in moto la macchina degli accertamenti. Sì, perché la donna, reduce da un intervento chirurgico avvenuto a gennaio per la riduzione dello stomaco, a causa dell’obesità, a distanza di mesi ha continuato a patire dolori, fastidi, problemi. E ora, la famiglia intende fare luce per capire se vi sia stata, all’origine, qualche negligenza.

Gennaio, si diceva. Risale ai primi dell’anno l’intervento chirurgico alla quale la vegliese si è sottoposta presso il Policlinico “San Marco” di Zingonia, in provincia di Bergamo. Una volta dimessa, il ritorno a casa. In questi mesi, segnati peraltro dall’improvvisa emergenza coronavirus, ha continuato a seguire da casa cure antibiotiche e terapie. Tuttavia, i disturbi hanno continuato a tormentarla, dolori, in qualche caso, che si presume anche forti, se è vero che di recente, circa una settimana addietro, si è recata al pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per un controllo. Ma, a quanto pare, non sarebbero state riscontrate particolari anomalie.

Sta di fatto che, ieri pomeriggio, la donna è stata colta da un forte malore che, in breve, ha causato il decesso. E il marito, a quel punto, ha deciso di sporgere denuncia contro ignoti, tramite il proprio legale, l’avvocato Salvatore Musco, presso la caserma dei carabinieri di Veglie, in modo da avviare un iter volto all’accertamento della verità su questa tragedia. Le carte, ora, sono in mano al pubblico ministero Alberto Santacatterina che, questa mattina, ha disposto il trasferimento della salma presso la camera mortuaria dell’ospedale di Lecce, in modo da conferire a breve incarico a un medico legale per eseguire l’autopsia, primo e necessario passo in un’inchiesta che per ora è solo in embrione.

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