Auto come ariete per rubare. Via con il gasolio agricolo, ma il trattore è salvo

E' successo in un deposito delle cantine Conti Zecca di contrada Cantalupi, agro di Veglie. I malviventi non sono riusciti a replicare il maxi furto del 2017

Foto di repertorio.

VEGLIE – Il danno effettivo, rispetto a ciò che realmente avrebbe potuto subire l’azienda, questa volta è stato molto contenuto: tre taniche di gasolio agricolo da 25 litri ciascuna e una trivella a scoppio. Ma nelle cantine vinicole Conti Zecca ricordano tutti bene quanto avvenuto nel settembre del 2017, quando i ladri riuscirono a fuggire con ben due trattori. Un bottino da decine di migliaia di euro.

Anche questa volta si presume che fosse uno dei trattori il vero obiettivo dei ladri che, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno fatto un’incursione in un deposito di contrada Cantalupi, facente capo sempre alle cantine. Aree sterminate nelle campagne fra due comuni, quelli di Leverano e Veglie. Ma la banda era forse un po’ più improvvisata, rispetto a quella che ha agito in passato. L’orario stesso, le 18,20 circa, non certo l’ideale per un colpo grosso, visto che nel giro di poco tempo è arrivato sul posto il guardiano. Il primo ad accorgersi di tutto.

Il guardiano primo ad accorgersi del furto

La sua postazione si trova a circa 400 metri dal deposito, quindi non ha scorto l’arrivo dei ladri, da alcune stradine sterrate, nella parte retrostante, ma quando sono scattati allarme sonoro e visivo, ha potuto notare i fari di un’autovettura che si stava allontanando in fretta. E, raggiunto il deposito, ha visto il portone forzato. E’ probabile che le porte siano state spalancate proprio con la vettura, usandola a mo’ di ariete. Ma non c’è stato il tempo per sottrarre il trattore. Così, si sono dovuti accontentare di gasolio e dell’attrezzo agricolo.

In breve, sul posto, sono arrivate le pattuglie dei carabinieri della stazione di Veglie e i vigilanti di Ggs La Veliapol, istituto presso il quale è collegato l’allarme. Della banda, però, nessuna traccia. Fuggita sfruttando le stradine interpoderali. E non vi sono videocamere nel punto, per cui non si conoscono dettagli come modello d’auto e targa.

La piaga delle razzie nelle zone di campagna

I furti nelle zone di campagna sono una piaga che tocca indistintamente piccoli agricoltori, come medie e grandi imprese. Un fenomeno diffuso e difficile da frenare. Nel nord Salento, al confine con la provincia di Brindisi e poco oltre, verso San Pancrazio Salentino ed Erchie, esistono molti luoghi poco noti ai più, usati come nascondigli soprattutto di attrezzi agricoli rubati. E se non si accorge di qualche movimento sospetto un cacciatore di passaggio per una battuta o qualche imprenditore agricolo, avvisando i carabinieri, è davvero difficile rintracciare la refurtiva.

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Qualche volta, comunque, accade. Una settimana addietro i militari di Porto Cesareo hanno rinvenuto in un zona a ridosso dell’immensa pista (oggi denominata Nardò Technical Center dalla Porsche, che l’ha acquisita) una cernitrice per le olive rubata circa un mese e mezzo addietro a un’azienda sulla strada di Monteruga, frazione di Veglie.  E’ stata restituita alla proprietà.

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