Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Spaccio all'ombra dell'antica torre: due patteggiano, prosciolto finanziere

Primi verdetti nell’ambito dell’inchiesta denominata “The Tower”. Cinque hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, processo ordinario per una donna. Un anno e 10 mesi per Flavio Mello di Veglie, sei mesi per Salvatore Melendugno. Prosciolto il militare 40enne Giuseppe Calcagnile

LECCE – Primi verdetti nell’ambito dell’inchiesta denominata “The Tower”, la torre, con riferimento alla nota fortezza di Torre Lapillo, nei pressi della quale si svolgeva l’attività di spaccio che ha portato, a maggio scorso, all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal capitano Nicola Fasciano, e disposti dal gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, su richiesta del pubblico ministero Antonio De Donno.

Flavio Mello, 53enne di Veglie, ha patteggiato una condanna a 1 anno e dieci mesi di reclusione. Pena più lieve, a sei mesi, per Salvatore Melendugno, 40 anni. Prosciolto Giuseppe Calcagnile, 46enne appuntato della guardia di finanza, incensurato e originario di Veglie, in servizio ad Otranto al momento dell'avvio delle indagini (successivamente in aspettativa per motivi di salute).

Hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, invece, Cosimo Albanese, 61enne originario di Veglie; Tommaso Albanese, 59enne; Dario Paladini, 34enne di Veglie; Armando Zuccaro di 40 anni; e Cosimo Muscogiuri, 34enne originario di San Pietro Vernotico. Le loro posizioni saranno discusse il prossimo 13 maggio. Sarà giudicata con il rito ordinario, invece, Patrizia Conversano, 43enne di Veglie.

Secondo l’ipotesi accusatoria il gruppo aveva messo in piedi un giro illecito di scambio di droga e metadone tra la marina ionica e Veglie. Caratteristica peculiare l’abbandono delle droghe sintetiche, con un ritorno alla cocaina, visto il prezzo dimezzato rispetto a quello di qualche anno addietro.

Flavio Mello-2Gli investigatori hanno cominciato a intrecciare una serie di dati a partire dal primo febbraio del 2011, a seguito del rinvenimento di 41 grammi di cocaina nelle tasche di un uomo originario di Leverano. L’attività investigativa partì proprio da uno scambio tra il 50enne e Cosimo Albanese, fino ad arrivare alle attività più recenti, scoperte anche grazie all’ausilio di numerose intercettazioni telefoniche, nelle quali si parlava spesso di “voglia di caffè”, con riferimento al desiderio di stupefacenti che gli inquirenti non hanno faticato a decriptare.

Durante le perquisizioni fu rinvenuta, nell’appartamento di Tommaso Albanese, una pistola Colt calibro 22, cosiddetta “da borsetta”, tipicamente utilizzata dagli agenti dei servizi segreti e detenuta illegalmente, 13 proiettili, un grammo di cocaina e un proiettile Browning, da mitragliatrice. Nell'appartamento di Armando Zuccaro fu trovato un coltello con una lama di 10 centimetri ed una pistola a salve calibro 8, completa di caricatore, assieme a 19 proiettili.

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