Alla seconda perquisizione spunta la marijuana: nei guai insospettabile

A Veglie i carabinieri hanno incastrato un operatore socio sanitario. Trovati nel luogo dove ha residenza 600 grammi di "erba"

VEGLIE – E’ finito nei guai dopo non una, ma ben due perquisizioni in diverse abitazioni. Cosimo Forte, 41enne di Veglie, è stato anche sfortunato. Perché se i carabinieri della stazione locale si fossero fermati al luogo in cui effettivamente abita ogni giorno, con la famiglia, avrebbero fatto un quasi totale buco nell’acqua. Ma, sui documenti d’identità, l’uomo porta come residenza un’altra via. Ed è anche qui che hanno deciso di fare capolino. Scoprendo, alla fine, 600 grammi di marijuana, a fronte dei miseri 2 grammi e di alcuni semini di canapa scovati al momento del primo controllo.

Forte era il classico insospettabile. Ha un’abilitazione come operatore socio sanitario, anche se al momento non sta lavorando. E, negli ultimi tempi, i suoi movimenti devono essere apparsi “particolari”, ai carabinieri che hanno iniziato a ipotizzare sempre più la possibilità che gestisse qualche attività illecita.

E’ nato da qui un servizio mirato, con la perquisizione nel domicilio che condivide con altri famigliari. La ricerca è stata minuziosa, ma, alla fine, i carabinieri hanno temuto di doversene andare senza cavare nulla. Nella stanza da letto, infatti, guardando in un armadio, hanno scoperto una busta. Dentro c’era un barattolo dove probabilmente era stata in precedenza conservata marijuana, alcuni semini e pochi grammi di “erba”. Poco, davvero troppo poco per un’imputazione. Ma non per questo si sono arresi.

Hanno deciso di andare a fondo e così, leggendo che sulla carta d’identità era riportatga una diversa residenza, sono andati anche lì. Trovandosi dentro una casa evidentemente disabitata, ma non per questo priva di sorprese. La marijuana che cercavano era proprio lì, nascosta in un secchio. Oltre mezzo chilo, sequestrato con tutto il resto. E per il 41enne è scattato l’arresto. Si trova ai domiciliari.

Taurisano, rvocato affidamento in prova

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A Taurisano, invece, i militari hanno eseguito un ordine di esecuzione per l’espiazione di pena detentiva, derivante da una revoca di misure alternative, a carico di  Donato Bartolomeo, 54enne. Anche in questo caso, all’origine di tutto vi sono gli stupefacenti. L’uomo deve scontare un pena residua di sei mesi e 24 giorni di reclusione. Nel suo caso, è stata revocata la misura dell’affidamento in prova. E’ stato condotto presso la casa circondariale di Lecce.

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