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Vendita di beni confiscati: scatta l’inchiesta sulla Lega navale di Frigole

Sequestrati un’imbarcazione e il relativo motore fuoribordo che sarebbe stato acquistato dallo stesso presidente. S’indaga per peculato. Disposto il commissariamento della sezione

LECCE - Bufera sulla Lega Navale di Frigole, dove i malumori da parte di alcuni soci in merito alla vendita di un’imbarcazione e del relativo motore fuoribordo assegnati alla sezione come beni confiscati alla criminalità organizzata, ha determinato l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Lecce e il suo commissariamento da parte dei vertici nazionali dell’ente.

In particolare, ad acquistare il motore sarebbe stato proprio il presidente Vincenzo D’Amato, sottoufficiale dell’aeronautica in pensione, e il suo comportamento è stato ritenuto “inopportuno” dal delegato regionale per la Puglia, l’ingegnere Andrea Retucci, incaricato di redigere una relazione informativa sulla vicenda. Tant’è che proprio quest’ultimo aveva proposto il commissariamento del direttivo locale.

Ma la questione, come anticipato, non ha interessato solo chi è al timone dell’Associazione.

Ci sono indagini in corso da parte della magistratura nell’ambito delle quali sono stati disposti due sequestri eseguiti dagli agenti della squadra mobile: il primo, lo scorso novembre, ha riguardato l’unità da diporto, il motore e tutta la documentazione contabile del 2020; il secondo, una decina di giorni fa, le carte contabili relative al 2019. Il fascicolo, al momento a carico di ignoti, è nelle mani del pubblico ministero Luigi Mastroniani e il reato ipotizzato è quello di peculato.

Quei beni dello Stato sui quali sono stati posti i sigilli erano stati assegnati in via definitiva da parte dell’autorità giudiziaria il 25 settembre del 2020, proprio in virtù dei principi che animano e disciplinano la Lega Navale Italiana, secondo statuto: “I soci sono la forza vitale; essi devono impegnarsi nelle attività volte al conseguimento delle finalità statuarie con lealtà, passione, iniziativa, animo altruistico e fedeltà allo spirito dell’associazione stessa, con l’apporto della propria preparazione culturale marittima ed esperienza, anche rendendo disponibili imbarcazioni di proprietà”.

Nella decisione presa dal Consiglio direttivo nazionale, durante la seduta dello scorso 27 novembre, hanno avuto un peso altri aspetti evidenziati nella relazione del delegato: il fatto che la vendita del bene confiscato difettasse di trasparenza e mancanza di perizia di stima e che la stessa possa non aver rispettato le procedure stabilite in materia di beni confiscati.

C’è tutto questo nella determina con la quale il presidente nazionale Donato Marzano ha nominato come commissario straordinario Alfredo Quaranta, socio della sezione di Casalabate, assegnandogli il compito di dirigere e gestire la sede di Frigole e di verificare la completezza e la correttezza dell’iter seguito.

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