Vendita di capi contraffatti: trent'anni di reclusione ai nove imputati

Arriva il verdetto nel processo nato dall'inchiesta della guardia di finanza che nel 2009 "smascherò" noti imprenditori leccesi. L'accusa: facevano affari con "falsi" prodotti all'estero

Foto di repertorio.

LECCE - Erano migliaia i “falsi”, tra capi d'abbigliamento, accessori e scarpe, prodotti all'estero (soprattutto in Turchia), ma venduti nei negozi di Lecce e provincia come autentici. A distanza di sette anni dall'apertura dell'inchiesta, svolta dalla Guardia di finanza, ieri è arrivato il verdetto per i nove imputati accusati a vario titolo di ricettazione e introduzione sul territorio dello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Ed è un verdetto di colpevolezza, con pene che sfiorano i trent'anni di reclusione, quello emesso ieri dalla seconda sezione penale del Tribunale di Lecce (composta dal presidente Roberto Tanisi e dai giudici Silvia Saracino e Fabrizio Malagnino), in linea alle richieste del pubblico ministero Massimiliano Carducci.

Le condanne più alte, a sei anni e un mese e a sei anni, sono state inflitte rispettivamente a Salvatore Mazzotta, 54 anni, di Carmiano, e a Francesco Mungelli, 38, di Lecce, finiti al banco degli imputati per aver gestito l'attività illecita e messo in vetrina e sugli scaffali dei loro negozi, molto frequentati nel capoluogo salentino, grandi quantità di merce con le etichette di note case di moda, come Burberry, Gucci, Guru e Peuterey, che erano tra le parte civili al processo (rappresentate tra gli altri dagli avvocati Davide Pastore, Roberta Castrignanò,  Angelica Angelini).

Il risarcimento nei loro confronti sarà quantificato e liquidato in separata sede. Dice anche questo la sentenza che ha riconosciuto la colpevolezza di: Vittorio Salvatore Coppola, 69 anni, di Lecce, condannato a 4 anni e 7 mesi; Massimo Cosma, 43, di Lecce, a 4 anni ed 1 mese; Piero Antonio Del Vescovo, 35, di Lecce, a 4 anni e 4 mesi; Larry Maggio Carluccio, 29, di Ortelle, a 1 anno e 1 mese; Mattia Granato, 55, di Brusciano (in provincia di Napoli), a 2 anni; Lukesh Chander Chodari, 45, di origini indiane ma residente a Lecce, a 1 anno ed 1 mese; Noè Mazzotta, 85, di Carmiano, a 2 anni.

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Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti, Angelo Massimo Benedetto, Ester Nemola, Giuseppe Corleto, Antonio Savoia, Massimiliano Petrachi, Giuseppe Esposito Acaia, Luigi Rella, Francesco Palmieri e Maria Rosaria Faggiano.

 

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