Cronaca Piazzetta Giosuè Carducci

Venditore di rose aggredito, rischiava pure la beffa. Ora ha il permesso di soggiorno

Ilias Miha, bengalese, nel novembre del 2011 fu pestato da quattro persone davanti all'ex Convitto Palmieri. Il Tar annulla il decreto con cui il prefetto aveva disposto l'archiviazione dell'istanza di emersione dal lavoro nero

Il luogo dell'aggressione (foto LeccePrima, tutti i diritti riservati).

 

LECCE – Chi non ricorda Ilias Miah? Quarantuno anni, originario del Bangladesh, venditore ambulante di rose, la notte fra il 3 e il 4 novembre dello scorso anno, l’uomo fu brutalmente aggredito in piazzetta Carducci, davanti all’ex Convitto Palmieri, in uno dei punti nevralgici della movida leccese, da un gruppo di giovani la cui identità non è ancora stata accertata.  

Ilias Miah finì in ospedale, con fratture al volto. Ma questo non era il suo unico problema. Oltre il danno, rischiava anche la beffa, non avendo il permesso di soggiorno. Permesso che, ora ha ottenuto. Il provvedimento arriva a seguito della sentenza del Tar di Lecce numero 1565/2011 (presidente estensore, Luigi Costantini), che ha annullato il decreto con cui il prefetto aveva disposto l’archiviazione dell’istanza di emersione dal lavoro nero presentata dal cittadino extracomunitario, reo di non avere ottemperato all’ordine di lasciare il territorio nazionale intimatogli dal questore.
Accogliendo le tesi difensive degli avvocati Serena Pugliese e Amedeo Savino, i giudici del Tribunale amministrativo hanno stabilito che la violazione all’ordine di allontanamento non costituisce un reato ostativo all’ammissione ai benefici derivanti dalla procedura di emersione.

Una vittoria sul piano amministrativo, alla quale, si spera, faccia seguito anche quella sul piano penale, nei confronti degli autori dell’inaudito pestaggio. Le indagini sugli aggressori dell’uomo, quattro in tutto, sono condotte dagli agenti della squadra mobile di Lecce.  

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