Cronaca

Venti di esternalizzazione nel molino Tandoi? Ammortizzatori per 10 lavoratori

I lavoratori di Eurocoop che gestisce in appalto le attività di magazzino per il pastificio di Corigliano, in cassa da settembre. Rescissione unilaterale del contratto d'appalto, affilano le armi per lavorare al soldo di Tandoi

 

LECCE - La crisi, a quanto pare, non risparmia nessuno. Sul piede di guerra ora ci sono anche i lavoratori dello storico pastificio “Tandoi” di Corigliano D’Otranto, classe 1982: un molino vitale, cresciuto negli anni, capace di acquisire pasta “Pedone” nel ‘91 ed il marchio “Ambra” nel 2006. Il problema riguarda, nello specifico, 10 dipendenti di Eurocoop, società specializzata nella logistica, che ha in appalto la gestione del magazzino del molino. Dopo la rescissione unilaterale del contratto da parte di Tandoi, per tutti i lavoratori interessati dall’appalto è iniziato il calvario della cassa integrazione in deroga regionale. Solo ieri, infatti, il governo ha stanziato i restanti 63 milioni di euro per la copertura degli ammortizzatori,valida sino alla fine dell’anno. Il risultato per i lavoratori in esubero del noto molino è stato quello di non aver percepito il sussidio al reddito per oltre due mesi. Dal 5 settembre in poi, per la precisione.

Lasciare una decina di famiglie senza retribuzione è un atto di grandissima inciviltà, che viola il diritto personale a vivere degnamente”, osserva il sindacalista Filt Cgil, Domenico Conte che ha riunito gli interessati nella sala stampa della segreteria leccese in via Merine.

Un primo incontro, un primo passo per programmare il da farsi, considerato che l’attesa del nuovo anno a braccia incrociate potrebbe riservare amare sorprese. Non si possono fare i conti con la copertura economica della cassa anche per il 2013: lo sanno bene i sindacalisti che Cgil che ora puntano al riassorbimento dei lavoratori in Tandoi, con o senza appalto.

Il numero uno della segreteria confederale, Salvatore Arnesano, guarda ad un possibile incontro presso la Provincia di Lecce, per far luce sulle responsabilità anche della ditta appaltatrice: “E’ necessario monitorare la pratica, capire quali sono le prospettive future del molino, se esiste un piano industriale”. Nessuno sa dire se ci siano venti di crisi che spirano su un’azienda “sanissima fino a pochissimo tempo fa”, come sostengono gli stessi lavoratori. Dipendenti non nuovi ai passaggi di ditta (ben due nel giro di un anno e mezzo) che avrebbe comportato una relativa “decurtazione dello stipendio”.

Stando a quanto sostengono gli interessati, tra il molino ed Eurocoop sarebbe in atto un gioco di “scaricabarile”, scaricato sulle loro spalle. Per Conte il molino starebbe semplicemente procedendo nella direzione di esternalizzare il servizio e relativi dipendenti, “anche se nel passaggio d’appalto esiste la clausola di salvaguardia sociale che va rispettata”. Ora si punta al coinvolgimento delle istituzioni per puntare un faro sulla vertenza. E nessuno esclude che l’impegno non coinvolgerà direttamente anche la prefettura di Lecce.

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