Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Venti di protesta nella Asl. Ora si mobilita il personale tecnico e infermieristico

I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil proclamano lo stato d'agitazione per via della mancata liquidazione dei premi di produttività del 2012. E denunciano i continui rinvii dell'amministrazione e le trattative infruttuose

LECCE – Mare mosso all’interno della Asl di Lecce. Una nuova vertenza sembra essere appena cominciata dopo la notizia comunicata oggi dai sindacati di categoria, piombata come un fulmine a ciel sereno. Alla storica mobilitazione dei lavoratori ‘internalizzati’ nella società in house, Sanitaservice, da oltre due anni sul piede di guerra, ora si è aggiunto lo stato d’agitazione proclamato dal personale infermieristico, tecnico e amministrativo in forza presso l’azienda sanitaria locale.

I segretari di Fp Cisl, Fp Cgil e Uil Fpl spiegano le motivazioni alla base della proclamazione: “I dipendenti non ha percepito il trattamento economico di produttività 2012. E questo nonostante abbiano lavorato normalmente, seppur con forti penalizzazioni derivanti dalla riduzione dell’organico e dalle mancate assunzioni, raggiungendo gli obiettivi prefissati, primo tra tutti la riduzione del deficit del registrato nel bilancio aziendale cui hanno contribuito direttamente”.

Al contrario di alcuni dirigenti medici – spiega il referente della Funzione pubblica di Uil, Antonio Tarantino -  cui è già stato versato il salario accessorio, per gli altri lavoratori la liquidazione delle somme spettanti è stata continuamente posticipata. Da luglio in poi, fino all’ultimo sollecito della delegazione trattante avvenuto a fine agosto, ma che non ha ancora ottenuto una risposta da parte del direttore Valdo Mellone”

Lo stato di agitazione è stato dichiarato, quindi, a causa dei continui rinvii e della partecipazione a tavoli di trattativa che si sarebbero rivelati “assolutamente infruttuosi”. In particolare, alla fine del mese di luglio, l’amministrazione sanitaria si sarebbe impegnata a liquidare l’80 percento delle somme spettanti. Un impegno che, a detta di Tarantino, sarebbe stato disatteso.

E la protesta del personale non sembra destinata a scemare. Anzi, i lavoratori assicurano che proseguiranno sulla linea dura fino a quando la situazione retributiva non sarà definitivamente chiarita e risolta.

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