Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Verifiche sismiche, gli ingegneri tuonano: "Comportamento omissivo dell'Asl"

L'Ordine ha presentato ricorso al Tar. L'Azienda sanitaria locale ancora non ha adempiuto agli obblighi sanciti dalla presidenza del Consiglio dei ministri, risalenti al 2003, di un controllo sulla stabilità. Tutto bloccato dopo un precedente contenzione, per un appalto all'Università senza concorso

Interno di un ospedale.

LECCE – Il ricorso, l’appello dell’Asl respinto e poi il silenzio. Ad alzare la voce, allora, ci pensa l’Ordine degli ingegneri della provincia di Lecce, che bussa alle porte del Tar. Motivo: imporre alla direzione generale dell’Azienda sanitaria locale di attivare le procedure di verifica di vulnerabilità sismica degli edifici ospedalieri salentini.

La via del ricorso è stata stabilita dopo che nemmeno un recente atto di diffida ha avuto riscontro. E si tratta di una questione annosa, perché nasce a cavallo fra 2003 e 2004, cioè a seguito di un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri e di una deliberazione della giunta regionale, atti che sanciscono l’obbligo di sottoporre a verifica di vulnerabilità tutti gli edifici di interesse pubblico o di rilevanza strategica, per scongiurare i rischi di un collasso in caso di terremoti.

La verifica, come informa l’avvocato Pietro Quinto, che sta seguendo la vicenda per conto degli ingegneri salentini, doveva essere eseguita entro il 31 dicembre del 2012. L’Asl, a suo tempo, conferì un incarico senza gara al Dipartimento d’ingegneria dell’Università del Salento per un importo 200mila euro. La vicenda ebbe l’effetto di generare un contenzioso perché l’Ordine rivendicò il rispetto della normativa sulle procedure riguardanti i concorsi di affidamento dei servizi d’ingegneria.

Il Tar di Lecce accolse la lamentela, ma l’Asl replicò davanti al Consiglio di Stato e si arrivò così alla Corte di giustizia Europea, chiamata a pronunciarsi sulla possibilità di derogare alla disciplina delle gare pubbliche nell’ipotesi di convenzione tra enti di diritto pubblico.

La Corte di Lussemburgo, nel 2012, accolse le argomentazioni dell’avvocato Quinto anche in rappresentanza del Consiglio nazionale degli ingegneri, intervenuto vista la rilevanza dell’argomento. Il contratto in questione, dunque, si stabilì che rientrasse nella disciplina sugli appalti per i servizi d’ingegneria e si ratificò anche che gli accordi derogatori tra pubbliche amministrazioni potessero essere consentite solo per l’espletamento di servizi d’interesse comune tra le amministrazioni contraenti.

Il Consiglio di Stato nel 2013 recepì l’interpretazione della Corte di giustizia e respinse l’appello dell’Asl. Da allora, però, è calato il sipario. E l’obbligo di legge resta in piedi. Peraltro, il Salento è stato classificato zona sismica dopo l’ordinanza del 2003 della presidenza del Consiglio dei ministri, generata non certo per caso, ma come effetto del noto terremoto del Molise e dal crollo della scuola di San Giuliano in Puglia. “Sicché la verifica di vulnerabilità sismica è tanto più necessaria considerato – come sottolinea il presidente degli ingegneri salentini, Daniele De Fabrizio – che tutti gli edifici ospedalieri sono stati progettati e  realizzati senza considerare gli effetti delle azioni cosiddette orizzontali”.

Diverse le sollecitazioni e le diffide all’Asl, ma anche all’assessorato alla Sanità. Tutte lettera morta. E allora, dovrà essere il Tar a pronunciarsi su un comportamento ritenuto dagli ingegneri omissivo, con tanto di violazione degli obblighi su una materia di palese interesse pubblico. 

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