Padre e marito violento: due donne sotto scacco per oltre dieci anni

A Vernole i carabinieri hanno messo fine a un incubo. Madre e figlia hanno chiamato il 112 da una stanza in cui si erano rifugiate

VERNOLE – Erano anni, oltre un decennio, che le angherie andavano avanti. Questo hanno raccontato madre e figlia ai carabinieri, quando finalmente è tornata la calma e, in caserma, hanno potuto ricostruire le pressioni psicologiche (e non solo) e le minacce subite per troppo tempo in silenzio, fra le mura domestiche. Fino al momento scatenante, ieri mattina, non avevano mai parlato all’esterno di quell’insostenibile clima intimidatorio quotidiano dovuto al temperamento di quell’uomo, marito e padre.

La storia arriva da Vernole. E in carcere è finito un uomo sulla settantina d'anni, dopo l’intervento rapido e risolutivo dei carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce. A far scattare le pattuglie, una chiamata delle due donne al 112. Stavano subendo violenze e sono riuscite a rinchiudersi in una stanza da letto e, da qui, contattare la centrale operativa dell’Arma. Insomma, forse davvero solo l’arrivo dei carabinieri ha scongiurato peggiori conseguenze.

Fermato l’uomo, madre e figlia sono state rassicurate e liberate dalla stanza nella quale si erano rifugiate, per essere poi trasportate in ospedale, al “Vito Fazzi” di Lecce per accertamenti. Hanno riportato diverse lesioni guaribili in alcuni giorni e sono state dimesse. E hanno poi potuto riferire di aver subito, per anni, in ambito familiare, violenze fisiche e psicologiche, che non erano mai denunciate. Ora, però, si è fatto largo un raggio di sole fra le cupe nubi che per troppo tempo si sono accumulate su quella casa.

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