Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca Via S. Anna

Intimidazione a Vernole: sette colpi di pistola in pieno giorno contro un supermercato

E' caccia a due malviventi che nel primo pomeriggio hanno raggiunto via Sant'Anna, nel comune distante una qundicina di chilometri da Lecce, a bordo di una moto di grossa cilindrata. Sul posto i carabinieri hanno prelevato i bossoli

VERNOLE – Sette colpi di pistola. Una vera e propria raffica. Poi via, sgommando a tutta velocità. I pomeriggi invernali scorrono solitamente molto tranquilli a Vernole, comune a una quindicina di chilometri da Lecce. Non oggi, però. 

Più di qualcuno ha udito chiaramente gli spari, esplosi da distanza ravvicinata contro la saracinesca del supermercato “Briò” di via Sant’Anna. Ed è stato anche visto il mezzo usato per la fuga, una moto di grossa cilindrata sulla quale si stanno addensando in queste ore ricerche a ritmo serrato di carabinieri e polizia. 

Ai primi, per competenza territoriale, sono demandate le indagini per fare luce sull’inquietante episodio. I secondi sono stati avvisati per coadiuvare nella caccia all’uomo. E questo anche perché sembra che la moto sia fuggita in direzione di Lecce. 

Via Sant’Annna, infatti, è alla periferia di Vernole e rasenta la provinciale 1, la principale strada di comunicazione verso il capoluogo. L'immobile sorge al civico 61, proprio nei pressi di una rotatoria che smista gli automobilisti verso Melendugno e Lecce. 

L’episodio è avvenuto intorno alle 15. Il locale commerciale aveva i battenti abbassati per la chiusura pomeridiana nel momento in cui gli ignoti hanno fatto fuoco, crivellando la serranda di metallo. In pochi secondi l’intimidazione era stata consumata e i malviventi già in fuga. La dislocazione dell'immobile li ha senz'altro agevolati nell'impresa.

Sul posto si sono diretti i carabinieri della stazione locale e del nucleo radiomobile di Lecce per i rilievi, per ascoltare le testimonianze dei gestori e capire quale possa essere stato il movente. 

Per terra i militari hanno raccolto sette bossoli e un'ogiva, cerchiando in bianco sull’asfalto i punti del rinvenimento, proprio al centro della via, quasi in prossimità di un incrocio regolato da uno stop. L’atto s’è rivelato tanto più spavaldo, se si considera che avvenuto alla piena luce del sole e in mezzo ad un caseggiato. 

Il supermercato appartiene alla famiglia Pascali, del posto. Fernando è l’amministratore, soci sono i figli Marco e Eugenio, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Di Eugenio, in particolare, molti ricordano una vicenda del 2004. Fu arrestato, appena 22enne, per tentato omicidio. Davanti a un bar di Vernole ferì con un colpo di pistola un pregiudicato di 36 anni, perché avrebbe preso a schiaffi il fratello Marco. Per quella vicenda ha subito una condanna a sette anni.

La matrice dell'episodio odierno non è chiara e gli investigatori stanno indagando a 360 gradi, non escludendo alcuna ipotesi, dal racket allo stesso giro di conoscenze dei due fratelli. Saranno vagliati i filmati di eventuali videocamere presenti zona.

L'unica consapevolezza, al momento: è stato un novembre caratterizzato da un'intensa pioggia di piombo. I duri colpi assestati negli ultimi tempi alle principali organizzazioni criminali sul territorio non sembrano aver arginato del tutto l'emergenza criminalità. 

I proiettili recapitati a un assessore di Surbo e quelli esplosi nella stessa cittadina a nord di Lecce sull'abitazione di un musicista, e ancora le fucilate verso una ditta di rifiuti di Trepuzzi e le pistolettate contro l'abitazione di una famiglia del capoluogo, sono tutti episodi, uniti a quello di oggi, che si pongono a distanza fin troppo ravvicinata fra loro.

Non che debba esistere necessariamente un filone comune. Nondimeno, presi tutti insieme, nell'arco di un solo mese, alzano di molto il livello di guardia.   

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