Veronica, errore umano o difetto del paracadute?

L'autopsia compiuta nel pomeriggio ha escluso altre cause al di là dalla caduta. Ed il sostituto procuratore ha nominato un perito per verificare se il dispoitivo d'emergenza fosse malfunzionante

Il luogo dove è avvenuta la tragedia
C'è ancora sgomento in paese. Nessuno, a Lizzanello, riesce a capacitarsi del fatto che Veronica Ingrosso sia scomparsa a soli 20 anni, per un incidente che ha il sapore amaro, amarissimo dell'assurdo. Uno schianto al suolo da 600 metri di altezza, dopo un lancio con il paracadute (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4377), avvenuto ieri mattina poco dopo le 10,30. Lei, caporale dell'esercito, di stanza a Rieti, con la voglia di aumentare la propria preparazione, aveva scelto il corso per disporre del brevetto presso l'Aeroclub di Latina, dopo la preparazione teorica compiuta a Terni. Ma, al secondo lancio, il telone non s'è aperto. Ed è stata una tragedia. Un incidente piuttosto raro, tanto più che i paracadute di tipo militare (come quello utilizzato da Veronica, sebbene il corso fosse civile e aperto quindi a tutti) hanno un dispositivo che gli consente di aprirsi automaticamente poco dopo il lancio.

Trascorsi cinque secondi, la persona che effettua il volo dall'aereo (un modello Cessna, in questo caso) deve dare uno sguardo in alto per controllare se il telone s'è spalancato regolarmente. In caso contrario, deve azionare la leva d'emergenza. Ma quella leva è stata tirata da Veronica, o no? E' forse rimasta impietrita dal terrore quando s'è resa conto che sulla sua testa non c'era il paracadute? Oppure non s'è accorta di nulla ed è rimasta convinta, fino all'ultimo, o quasi, che si fosse spalancato? O, ancora, ha tentato di azionare la leva, ma qualcosa non ha funzionato? In un primo momento s'èra ipotizzato anche che la giovane di Lizzanello potesse aver avuto un malore. Ma l'autopsia eseguita nel primo pomeriggio dal medico legale Salvatore Mauriello presso il cimitero di viale Kennedy di Latina ha escluso altre cause, se non quella dello schianto fatale al suolo.

E mentre, come atto dovuto, risulta indagato dalla Procura per omicidio colposo l'istruttore addetto al ripiegamento del paracadute (la giovane militare salentina aveva già effettuato il primo lancio ed al terzo avrebbe conquistato la qualifica), il sostituto procuratore ha disposto una perizia sul paracadute sequestrato dai carabinieri, affidando ad un esperto la verifica di eventuali malfunzionamenti nel dispositivo d'emergenza per comprendere se tutta la vicenda sia da ascrivere o meno ad un errore umano. Intanto, i genitori ed il fratello 18enne di Veronica hanno raggiunto Latina per il riconoscimento della salma ed il suo rientro a Lizzanello. La partenza dal Lazio è prevista per la mattinata di domani, martedì 30 ottobre. La camera ardente sarà allestita presso il cinema vecchio di Lizzanello. I funerali si terranno mercoledì 31, intorno alle 15, nella chiesa Maria Santissima Addolorata. Particolare che rende ancor più triste questa storia: Veronica, proprio mercoledì, avrebbe compiuto 20 anni.

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