Cronaca

Vertenza Ntc in Prefettura: "La politica ha fallito"

Incontro tra il vice prefetto Mariano e un folto gruppo di lavoratori delle cooperative già impiegate nella pista neretina. Gli ex collaudatori decisi a spostare la questione sul tavolo del Governo

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LECCE - Non si è ancora insediato, il nuovo prefetto, che già sul suo tavolo si accumulano i fascicoli delle vertenze in corso in tutto il territorio provinciale. Erediterà un cospicuo faldone, Giuliana Perrotta, del quale farà sicuramente parte la vicenda che sta scavando un solco incolmabile tra lavoratori della Ntc e maestranze delle cooperative "All Service" e "Italian"Job ma anche tra sindacati confederali e Cobas.

Questa mattina c'è stato l'ennesimo presidio nei pressi della Prefettura, pacifico e senza complicazioni per la circolazione comunque intensa nonostante il gran caldo. Venticinque lavoratori, tutti quelli giunti nel capoluogo, sono stati ricevuti dal vice prefetto Beatrice Agata Mariano, che ieri era impegnata a pochi metri di distanza al tavolo tecnico con gli sfruttati di "anguriopoli". Un risultato comunque simbolico quello di salire al secondo piano della Prefettura, nella sala riunioni, anche perché la speranza cui oramai si affidano gli ex collaudatori della pista di Nardò è riposta nella dimensione prettamente istituzionale, che si augurano essere super partes.

E sì, perché di una sola cosa sono certi i lavoratori che da oltre un anno fanno la spola tra Lecce e il centro di collaudo in attesa di una soluzione accettabile e cioè di essere stati lasciati soli davanti alla potenza di una holding: "La politica non solo ha fallito ma si è defilata dopo il fallimento", ha precisato Salvatore Stasi dei Cobas prima di guidare il gruppo degli ex collaudatori al secondo piano della prefettura.

A venti giorni dall'ultimo vertice della task-force regionale (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=29072), i Cobas hanno provato dunque a investire l'istituzione governativa ma già pensano ad azioni di rivendicazione sindacale per continuare a tenere i fari accesi su uno spicchio della vasta crisi occupazionale che sta percorrendo in lungo e in largo tutto il Salento, come un brivido perenne lungo la schiena.

L'esasperazione rischia di annebbiare la lucidità delle scelte e, del resto, il protrarsi di una situazione di progressiva precarietà economica logora anche i temperamenti più tenaci. Nelle scorse ore, come se non bastasse, la tensione è stata ulteriormente alimentata da un tiro incrociato di comunicati stampa, di Ntc da una parte e di Cgil, Cisl e Uil dall'altra che i Cobas - e i lavoratori che vi fanno riferimento - interpretano come una manovra di accerchiamento, quasi fossero le vittime predestinate di un sistema che riversa su di loro il conto della crisi cercando di sacrificare l'anello più debole. Come per la legge di natura.

"I lavoratori sono inferociti - ha dichiarato Salvatore Stasi dei Cobas al termine dell'incontro con la Mariano - perché non si può gettare benzina sul fuoco in questa maniera. Qui ci sono persone senza alcun reddito (solo per undici c'è la cassa integrazione, Ndr) consumate da un anno di incontri inconcludenti". Dell'ultimo atto ufficiale della vertenza, l' incontro di Bari, Stasi rifiuta drasticamente un passaggio in particolare. Quello nel quale viene messa nero su bianco, tra i requisiti per eventuale concessione di nuovi appalti ad una cooperativa, la Copat, l'esclusione di quei lavoratori "che abbiano palesato in varie forme azioni rivendicative o abbiano già avviato azioni giudiziarie" contro la Ntc.

Esattamente come, nei mesi scorsi, hanno fatto almeno un paio di coloro che oggi hanno fatto visita al vice prefetto. "Ciò nonostante - ha concluso Stasi - noi quel tavolo non l'abbiamo rotto". A settembre comunque, alla ripresa generale, i lavoratori vorrebbero confrontarsi direttamente con il nuovo massimo responsabile territoriale per avere un interlocutore diretto. Fino ad allora Giuliana Perrotta, prima donna ad avere l'incarico di rappresentante del Governo a Lecce, avrà tutto il tempo di conoscere i risvolti, più che i volti, di questa ennesima vertenza.

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