Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Vespa del consigliere impedisce la discesa del disabile dall'auto

Un mezzo a due ruote lasciato in sosta in uno spazio dedicato ha causato problemi a un cittadino sopraggiunto subito dopo presso l'Open Space. Attilio Monosi replica al giornale

Il conducente cerca di scendere dal mezzo.

LECCE – Una vespa parcheggiata tra due stalli per disabili e la frittata è fatta. È accaduto a margine della conferenza stampa dei consiglieri di centrodestra presso l’Open Space di Palazzo Carafa.

L’ex assessore al Bilancio, Attilio Monosi, giunto a bordo di una Vespa Special in anticipo rispetto a tutti i suoi colleghi, ha lasciato il mezzo sulle strisce zebrate e colorate di giallo: lo scopo di quelle segnalazioni è garantire il cosiddetto aggio di manovra, cioè consentire il passaggio di carrozzine o mezzi di sostegno alla deambulazione. Il consigliere di minoranza ha quindi rilasciato un paio di interviste e poi si è allontanato verso l’ingresso principale della sede municipale per rintracciare i colleghi in evidente ritardo, alcuni perché impegnati nei lavori di commissione.

In quel lasso di tempo il conducente di un’auto, sotto gli occhi dei cronisti che intanto attendevano l’apertura dell’Open Space,  ha parcheggiato nell’unico stallo ancora disponibile, delimitato dalle linee gialle come tutti quelli dedicati ai diversamente abili. Tuttavia, all’apertura dello sportello l'uomo si è accorto che, data la presenza della Vespa, non sarebbe riuscito a compiere le sue manovre di passaggio sulla carrozzina depositata nel portabagagli e successivamente presa dalla donna che viaggiava con lui.

L’inconveniente è stato aggirato dallo stesso conducente mentre qualcuno stava pensando di sollevare la vespa di forza: sotto gli occhi di una agente di polizia locale ha lasciato il parcheggio per trovare qualche metro più in là uno spazio che consentisse finalmente la discesa dall'auto. Il consigliere, forse sollecitato dalla telefonata di qualcuno tra i presenti, è tornato solo dopo alcuni minuti e finalmente ha spostato la Vespa in un posto più appropriato.

Dal comando di polizia locale fanno sapere che è stata annotata la targa del mezzo a due ruote, essendosi l'agente preoccupata di fornire in primo luogo assistenza al cittadino: si procederà dunque alla notifica del verbale, 40 euro e due punti di decurtazione. Monosi, da persona garbata qual è, non avrà problemi a riconoscere la sua disattenzione, simile del resto a quella che molti concittadini ancora hanno nei confronti di tutte quelle regole di comportamento alle quali non si dovrebbe mai derogare: eppure, tanto per fare un esempio, le auto lasciate in sosta davanti agli scivoli dei marciapiedi, a Lecce, sono sempre troppe.

La replica e la ricostruzione di Monosi

In serata il consigliere Attilio Monosi ha voluto inviare una sua ricostruzione dei fatti, con un commento, che riportiamo integralmente.

"Egregio Direttore - esordice Monosi -, sono costretto a chiarire la vicenda di oggi per i motivi che seguono. Arrivato sul posto per la conferenza stampa mi fermavo con la Vespa ancora in moto e, sempre seduto sulla Vespa, scambiato due chiacchiere con i giornalisti che attendevano l’apertura del portone dell’open space. A quel punto un giornalista mi ha chiesto una dichiarazione lì sul posto ed io, distratto dalla richiesta, ho posto la Vespa sul cavalletto e proprio lì davanti ho rilasciato la dichiarazione".

"Finita l’intervista - prosegue - e rilevando che giornalisti erano tutti in piedi fuori dalla sala in quanto il portone era ancora chiuso, lasciando la Vespa aperta e con il casco appeso al manubrio ho fatto il giro per fare in modo che qualcuno aprisse il portone. In quel lasso di tempo di due minuti di orologio ed alla presenza di tutti i giornalisti, il giornalista della testata da Lei diretta è stato a dir poco tempestivo nel cogliere questa grande opportunità mediatica".

"Mi sembra sinceramente più un’occasione di sciacallaggio che una reale opportunità di informazione. Ovviamente - conclude Monosi - il mio senso civico mi  impone di scusarmi con la persona che ha trovato impedimento nell’operazione  di discesa dall’auto anche se solo per un momento".

La riposta dell'autore

Gentile consigliere Monosi, se invece di concludere la sua precisazione con le scuse alla persona cui ha causato impedimento, le avesse poste in premessa, credo sarebbe stato più edificante. Prendo atto della sua accusa di sciacallaggio, che ha voluto esprimere al direttore prima in un colloquio telefonico e poi con una testo scritto, ma vado serenamente avanti. Non mi pare, del resto, che la sua ricostruzione offra modifiche al quadro sostanziale: non credo siano stati due minuti di orologio, ma qualcuno in più, resta comunque il fatto che quel lasso di tempo è stato sufficiente a provocare un disagio gratuito a un cittadino con disabilità (Gabriele De Giorgi).

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