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Cronaca

Vessata dalla paziente infermiera cambia reparto. E rischia aggressione

Un banale screzio alla base di tutto, per richieste non esaudite, in quanto contrarie a prescrizione medica. Una donna ricoverata al "Fazzi", da quel momento in poi, ha visto nella dipendente dell'ospedale una sorta di nemica da offendere in ogni modo. Persino dopo il cambio di turno

LECCE – Per mesi un’infermiera professionale dell’ospedale “Vito Fazzi” sarebbe stata vessata da una paziente. All’origine, un banale screzio. Da qui si sarebbe innescato un crescendo di situazioni di tensione, dovute anche al fatto d’incontrarsi spesso per ovvie ragioni di cure sanitarie. Una situazione talmente spinosa, da condurre alla fine la dipendente del nosocomio a sporgere denuncia, non prima di aver chiesto il cambio di reparto, ormai esausta. E ora la paziente è indagata per stalking.

Tutto questo sarebbe nato per non aver dato corso ad alcune pretese, contrarie a prescrizione mediche. Da qui, offese, insulti e minacce. L’infermiera, dopo l’ultimo episodio, s’è rivolta al posto fisso di polizia del "Vito Fazzi". E dopo le indagini svolte e gli elementi raccolti, è arrivato il deferimento alla Procura.

Gli investigatori hanno appurato che i frequenti incontri tra le due in reparto, vista la ciclicità delle cure alle quali la paziente doveva sottoporsi, avevano determinato nell’infermiera un forte senso di disagio. Questa, infatti, sarebbe stata esposta, suo malgrado, a sempre più pesanti aggressioni verbali, ingiurie e dispetti. Anche alla presenza di altri pazienti e di personale medico. Tanta l’agitazione dell’infermiera, da dover persino richiedere un cambio degli orari di turno proprio per evitare d’incontrarla, fino a ottenere dopo circa due mesi lo spostamento in un altro reparto.

Il guaio è che nemmeno questo sarebbe servito. La paziente, probabilmente nervosa per un nuovo sistema di cura alla quale il personale sanitario cercava di sottoporla, continuando a ritenere l’infermiera responsabile di quanto le stava accadendo persino dopo che ormai aveva preso servizio altrove, avrebbe deciso di raggiungerla al piano superiore manifestando il chiaro intento di aggredirla fisicamente. Solo l’intervento di altri infermieri e medici ha scongiurato il peggio, ma la vittima, per l’ansia accumulata, è stata colta da malore con una prognosi di sette giorni. E dopo questo fatto, ha deciso di mettere la parola “fine” sporgendo denuncia.

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