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Cronaca Veglie / Via V.Alfieri

Ladri in casa rubano gioielli per 10mila euro. "La mia famiglia ha paura"

L'episodio riguarda una famiglia residente da qualche anno a Veglie. I ladri hanno probabilmente studiato le abitudini e quando hanno capito che in casa non c'era nessuno, sono entrati in azione. L'appello: "Fermateli, rovinano i cittadini"

VEGLIE – Una normale famiglia come tante. Lui, un giovane libero professionista, un figlio di 6 anni, la moglie in dolce attesa del secondo. Per tutto il mese di luglio in quell’appartamento preso in affitto da qualche anno a Veglie, in via Alfieri (loro sono originari della vicina Novoli) c’è sempre stato qualcuno. 

Poi, è sorta qualche complicanza nella gravidanza. La donna, al terzo mese, è dovuta andare dalla madre con il bimbo, per essere seguita da vicino, essendo il marito assorbito dagli impegni di lavoro. Ed ecco la sorpresa, che risale a sabato sera.

L’abitazione ha iniziato ad essere meno frequentata, e questo ha probabilmente favorito i ladri. L’uomo s’è ritrovato così con la porta scassinata e i gioielli scomparsi. E come spesso avviene, il danno non deriva solo dal valore economico, ma anche da quello affettivo. Perché fra i vari oggetti spariti, ci sono anche un bracciale d’oro massiccio e un crocifisso, sempre d’oro, regalati da parenti e amici per il battesimo del bimbo. Valore stimato per tutto, compresi bracciali e collane inventariati, circa 10mila euro.    

“Siamo terrorizzati”, dice oggi l’uomo. “Abitiamo in una casa in affitto, in una zona apparentemente tranquilla, nel centro di Veglie. A fine luglio di quest'anno mia moglie è andata dalla madre a causa delle complicazioni riguardo alla gravidanza, e insieme con lei nostro figlio di 6 anni. Qui sono rimasto io. Ma esco la mattina e torno la sera. Lavoro, lavoro, lavoro. E sabato, al ritorno, ho trovato la porta scassinata e la casa in subbuglio”. 

E in subbuglio, non si fa per dire. Scavalcato il cancello d'ingresso, oltre la soglia forzata (probabilmente con un piede di porco), ecco cassetti aperti e oggetti sparsi alla rinfusa sul letto. Pare abbiano rovistato per bene ovunque, persino nel bagno. Scegliendo con cura solo i gioielli.

Erano interessati a quello, visto che non hanno minimamente toccato altro. Eppure in casa c’erano un paio di televisori, la consolle X-Box del bimbo, un computer portatile, telefoni. Nemmeno gli spiccioli gettati alla rinfusa sul tavolo del soggiorno si sono degnati di prendere, sebbene fossero a portata di mano, anche se pochi. Nulla, solo gioielli, secondo un copione visto e rivisto. Maneggevoli e preziosi.     

Il professionista, che ha sporto denuncia presso la stazione dei carabinieri, s’è informato presso il vicinato, chiedendo se qualcuno avesse visto qualcosa. Ha scoperto che nel tempo, nei paraggi, sarebbero avvenuti altri furti, in case ed esercizi commerciali. “Ai carabinieri ho segnalato il fatto che in quella zona si vedono strani movimenti – aggiunge la vittima -, e che ci sono stati già furti in casa. Ho anche sottolineato che non ci conosce nessuno, a Veglie”. 

La sua teoria, dunque: “Il furto potrebbe essere frutto di uno studio da parte di chi conosce le nostre abitudini”. Qualcuno che risiede nelle vicinanze? Non è detto. In realtà, spesso e volentieri ladri professionisti s’informano molto bene su famiglie e persone, puntano qualcuno non necessariamente da loro conosciuto in maniera diretta e approfondita; gli basta osservare movimenti in casa, a volte citofonare per vedere se qualcuno risponde e capire quanto sia frequentata una determinata abitazione.

E lui ricorda che in qualche caso han risposto al citofono, salvo non trovare anima viva alla porta. “Mi rivolgo a voi – conclude – perché mi auguro che insieme alla vostra collaborazione riusciremo a sensibilizzare la popolazione e magari a far arrestare questi criminali, prima che continuino indisturbati a rubare quanto la gente ha risparmiato per una vita”. Alla famiglia derubata, non è rimasto altro da fare che chiamare un fabbro e cambiare la serratura. Agli altri cittadini (vegliesi e non) l'appello: occhio ai movimenti sospetti. 

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