Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca Via Marco Basseo

Liquami organici nei cassonetti. Dal cuore del centro esposto alle autorità

Dopo anni di segnalazioni ai vigili e all'amministrazione comunale, è stata interessata della questione anche la Procura. Mancanza di impianti fognari e carenza di igiene tra vico Santa Venera e via Marco Basseo

Una delle foto a corredo dell'esposto-denuncia

LECCE - Lì dove non ci sono occhi elettronici accesi 24 ore su 24, nel centro storico di Lecce, può accadere di tutto. Che un gatto, per esempio, venga martorizzato contro un muro fino quasi a provocarne la morte, o che liquami organici vengano sversati nei cassonetti a ridosso dell'ex caserma Cimarrusti, tra vico Santa Venera e via Marco Basseo

Una scena "apocalittica" quella descritta nell'esposto-denuncia, supportato da sei firme, presentato alla Asl di Lecce, all'assessorato all'Igiene, al comando dei vigili urbani, alla Prefettura e, infine, alla Procura della Repubblica. Dopo una serie di segnalazioni corredate da prove fotografiche e di sollecitazioni anche personali ai responsabili degli enti interessati, alcuni residenti di una della zone più dimenticate della parte antica della città, hanno portato la questione che li tormenta da anni sui tavoli giudiziari.

"La cosa è conosciuta anche dai dipendenti della società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ai quali può essere chiesta conferma di quanto esposto/denunciato. Può pensarsi che si tratti di occupanti di immobili della zona privi di impianto fognario e, dunque, case prive dei requisiti minimi per consentirne l'abitabilità. Quanto accade è di gravissimo pericolo per la salute di chiunque si avvicini ai cassonetti e, comunque, transiti o sosti sul predetto largo, sul quale peraltro parcheggiano le rispettive autovetture buona parte dei residenti in loco".

Timori per la salute pubblica, quindi, ma anche l'indignazione per l'assenza di decoro e di rispetto per i luoghi - Piazza del Duomo, oramai presa d'assalto tutti i giorni o quasi da centinaia di turisti, in linea d'aria dista davvero poco -, sono alla base di una richiesta che nessuno potrà ignorare se non assumendosi pubblicamente delle responsabilità.

"Si chiede, pertanto - prosegue infatti l'esposto -, un immediato intervento che porti all'individuazione degli autori dei gravissimi episodi, alla verifica della esistenza di un idoneo impianto fognario negli immobili prospicienti o nelle immediate vicinanze del predetto largo, alla contestazione dell’accaduto nel caso di locazioni abusive di immobili inidonei alla abitabilità. Si chiede, soprattutto, ogni più idoneo ed immediato intervento a difesa della salute ed igiene pubblica". 

La denuncia si conclude con un accenno piuttosto esplicito ad un'altra pratica ufficiosamente nota, ma altrettanto ignorata. Quella che porta e gettare olio combusto - che i firmatari sospettano provenire da locali pubblici -, nei cassonetti. A ben pensarci si capisce perché altri residenti chiamino quella zona il Gange. Soprattutto nei fine settimana, quando la densità di persone determina un sovraccarico umano e dei consumi, gli odori forti richiamano atmosfere distanti da Lecce migliaia di chilometri.

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