Cronaca Otranto

Via Catona: Consiglio di Stato dà ragione ai ricorrenti

Otranto, colpo di scena nella intricata vicenda di Via Catona: mentre si stringe accordo tra le parti, giunge il decreto del presidente della Repubblica che dichiara illegittima la procedura comunale

Il cantiere Via Catona

OTRANTO - Un'ennesima inattesa novità sulla annosa vicenda del progetto di prolungamento di Via Catona ad Otranto: nei giorni scorsi, a ridosso del Natale, infatti, è arrivato il decreto della presidenza della Repubblica italiana, che definisce il contenzioso in atto tra il comune e i proprietari dell'area interessati dall'intervento. Ed è un colpo di scena, sia per la tempistica, sia per quelli che potranno essere i risvolti futuri.

Il Consiglio di Stato, chiamato ad esprimersi in merito al ricorso presentato dal signor Francesco De Benedetto, nel marzo del 2008, ha dichiarato illegittima la procedura del comune, dando ragione ed accogliendo le motivazioni di merito, presentate dalla parte ricorrente. Questo avviene a pochi giorni dal voto nel consiglio comunale del 22 dicembre, quando si era approvata nell'assise una bozza di transazione tra il comune e i privati. Ed ora la domanda sorge spontanea: quale futuro per Via Catona, dopo questo verdetto? Si rimetterà in discussione l'accordo già previsto tra le parti?

Ma per meglio comprendere l'accaduto, occorre fare un passo indietro: nel 2007, il consiglio comunale approvava il progetto definitivo del prolungamento di via Catona, attraverso l'adozione di una variante urbanistica e la messa in atto dell'espropriazione dei terreni, ricadenti tra le "aree pubbliche di interesse generale", tra cui quello del signor De Benedetto, il quale, però, presentava ricorso al Presidente della Repubblica il 13 marzo 2008 ed impugnava tutti gli atti della procedura comunale, sostenuto dall'avvocato Luca Bruni (coadiuvato dall'avvocato Tolomeo).

Il 18 febbraio del 2010, il ministero delle Infrastrutture, su parere del Consiglio di Stato, emetteva un decreto di sospensione della procedura, accogliendo di fatto la domanda del ricorrente. Il Comune di Otranto, prendendo atto della sospensiva, cercava un accordo bonario nei mesi successivi con la proprietà, in attesa che si esprimesse sulla vicenda il Consiglio di Stato. Così, su sollecitazione dell'amministrazione comunale, si era giunti ad una bozza di transazione, presentata in consiglio comunale il 22 dicembre ed approvata.

Nel testo dell'accordo, (non ancora formalizzato) il comune si impegnava a riconoscere una somma di 110mila euro al privato per l'espropriazione del terreno interessato dal progetto, da pagare entro il 31 marzo 2011 (con soldi, secondo quanto riferito dall'assessore Francesco Vetruccio rimodulati all'interno delle risorse per la realizzazione dello stesso progetto); inoltre, nel patto si prevedeva la realizzazione a spese dell'amministrazione del muro di contenimento tra Via Catona e proprietà De Benedetto, del tratto di strada di collegamento tra via G. Grasso e il fabbricato dello stesso ricorrente, e di un eventuale marciapiede sul lato destro a salire.

Questo concomitante risvolto giudiziario potrebbe complicare il quadro e certamente sconvolge i tratti di un accordo (và ribadito) non ancora formalizzato. Il consiglio di Stato, in buona sostanza, ha ritenuto valido, oltre ad alcune questioni formali portate avanti dagli avvocati dei ricorrenti, un problema di merito che ha rappresentato la differenza, ossia, che fossero scaduti i vincoli di destinazione dell'area, che andrebbero rinnovati con cadenza quinquennale. Nel concreto, dunque, quell'area risulta essere ai fini dell'inquadramento "zona bianca" o non pianificata.


Il fatto, dunque, è che il ricorrente ha visto riconosciute in pieno le sue ragioni e che la procedura amministrativa è stata riconosciuta come illegittima. Cosa accadrà dopo questa evoluzione, non è dato ancora saperlo, anche se dovrebbe essere tutto nelle mani dei ricorrenti, che se volessero perseguire comunque sia l'accordo con il comune (come pare probabile), porterebbero al superamento del giudizio del consiglio di Stato. Resta, semmai, da chiarire se sia da ritenersi valido, in virtù degli sviluppi giudiziari, l'accordo non formalizzato e discusso finora o se si debba ripartire da zero nella sottoscrizione di una nuova transazione. Si tratta, in questo caso, di una questione di tipo tecnico. La palla passa al comune di Otranto che dovrà fare il prossimo passo. E intanto la realizzazione del prolungamento di Via Catona si allontana ancora un po'.

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