Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Gallipoli

Via Firenze, riprendono i lavori nel parco del… cactus

Gallipoli: dopo i sopralluoghi e l'ordinanza la ditta responsabile della gestione ha avviato i primi interventi e si difende: "Bloccati dall'emergenza voragine e dalle autorizzazioni sanitarie"

Lavori in corso nel parco di via Firenze (foto LeccePrima)

Sono ripresi da due giorni i lavori di ristrutturazione e realizzazione del nuovo parco pubblico-privato di via Firenze, dopo le polemiche dei mesi scorsi relativi allo stato di degrado e abbandono dell'unico polmone verde della città. Interventi avviati ben oltre l'ultimatum imposto dal Comune di Gallipoli con un'apposita ordinanza del 10 dicembre scorso, alla ditta (la Green System S.r.l. che è risultata fin dal 2004 aggiudicataria della concessione per la progettazione, ristrutturazione e gestione del parco pubblico di via Firenze), ma quel che importa è che finalmente qualcosa di muove nella direzione da tutti auspicata: la riqualificazione di quel parco. Quanto bramato in primo luogo dai residenti di via Firenze che da vicino seguono i primi interventi di riqualificazione, (e si spera di pulizia), richiamati anche e soprattutto dall'ordinanza del dirigente dell'Ufficio Tecnico, Giuseppe Cataldi. "Per ora abbiamo visto che si è incominciato a recintare la struttura edificata e destinata a chiosco bar e area ristorante" dice Antonio Tricarico portavoce dei residenti, "per il resto si vedrà nei giorni avvenire, mentre ancora restano le carcasse di animali morti e spazzatura sparsa ovunque. Di positivo c'è che questo fa ben sperare perché tornano i presupposti per il recupero dell'area che un tempo era destinata a verde pubblico. Di contro resta il rammarico che buona parte del parco diverrà per 35 anni un'area interamente privata".

Il riferimento è relativo alla zona del parco che nel progetto della società tavianese di Piero Tunno, è destinata alla creazione del primo Orto botanico della provincia di Lecce e non solo. Oltre alle strutture ristorative affidate alla gestione dei privati. Sarebbe il caso di verificare anche la rispondenza dei cartelloni pubblicitari che campeggiano sui versanti di via Pavia, Corso Italia e via Firenze, che sono appannaggio della stessa ditta, ma che a quanto pare si contano in un numero superiore a quelli autorizzati dalle apposite delibere comunali di affidamento della concessione. A memoria d'uomo si ricorda che inizialmente almeno uno dei tabelloni era destinato ad illustrare il progetto in esecuzione?.Ora sembra di vedere solo i resti di manifesti pubblicitari.

Al di la di tutto, ci si è interrogati sulle motivazioni nei ritardi della ripresa dei lavori in quel parco. Alcune risposte "difensive" per la ditta si possono riscontrare nel carteggio intercorso con gli uffici comunali. E in sintesi: i ritardi nel rilascio delle autorizzazioni sanitarie per il chiosco e il ristorante e la contestuale (e improvvisa) emergenza "voragine" hanno determinato la situazione di stallo che si è protratta sino a ieri mattina. Nel frattempo la situazione di degrado e la salubrità stessa dell'intera area è andata a farsi benedire. Così come la scelta della vegetazione "spinosa" ha lasciato più di qualche dubbio tra i cittadini sulla sua compatibilità con le esigenze della fruizione pubblica e soprattutto dei più piccoli.

Anche il Comune ha chiarito alcuni passaggi non trascurabili. Ovvero in primo luogo di aver si concesso la sospensione dei lavori ancora prima della emergenza voragine ma "condizionata" alla ripresa degli stessi in tempi ragionevoli. Dalle verifiche fatte emerge che: già il 27 aprile del 2006 la la Green System S.r.l. aveva presentato al Comune un progetto di variante in corso d'opera, relativamente alla sola struttura di bar-ristoro che veniva trasmesso alla Asl per l'acquisizione dei pareri di competenza. Nel marzo del 2007 invece la stessa ditta, ancora in attesa dell'approvazione della perizia di variante, ha richiesto la sospensione dei lavori. Richiesta alla quale il Comune ha risposto con "l'ammissibilità condizionata" e cioè limitata alle indicazioni ed alla tempistica dettati tanto dalle valutazioni della Asl sulla perizia di variante del chiosco-bar, quanto dalla rimozione delle transenne di perimetrazione del parco che sono sopraggiunte con la contestuale emergenza voragine. In buona sostanza venuti meno questi "paletti" la sospensione dei lavori era da considerarsi decaduta e quindi i lavori per il Comune sarebbero dovuti ripartire quanto prima. La messa in sicurezza dell'area della voragine ha infatti eliminato l'obbligo di sospensione degli interventi, mentre per baipassare la mancata approvazione della perizia di variante, con l'ordinanza del dicembre scorso, l'Ufficio tecnico ha imposto la sistemazione delle aree verdi e la pulizia e recinzione del parco, nell'attesa della definizione del procedimento di autorizzazione per il chiosco-bar. La ditta ha sforato di qualche giorno (l'ultimatum del Comune parlava di quindici giorni), ma almeno i lavori nel parco "del cactus" per ora sono ripresi?.

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