Via Terni, il caso: due auto in fiamme. Sono quattro in un mese

Ieri notte le fiamme hanno colpito, nel giro di poco tempo, prima la Ford Fiesta di un finanziere, poi l'Astra di un fruttivendolo già noto alle forze dell'ordine. Nelle settimane precedenti, anche un furgone e un altro veicolo

Foto di Giulio Paliaga.

 

LECCE – Via Terni, rione San Sabino, crocevia di vicende che lasciano una traccia indelebile, trasformando, suo malgrado, e per chi qui risiede, in teatro di piccole e grandi storie destinate a segnare la cronaca nera locale, un’altrimenti anonima strada di piena periferia.

Già palcoscenico di uno dei più efferati delitti degli ultimi anni, quello del leccese Antonio Giannone, morto a soli 25 anni sotto i colpi di pistola di Giampaolo Monaco, alias Gianni “Coda” (una vicenda quasi surreale per il suo svolgimento e per la quale Monaco è stato processato e condannato), nelle ultime settimane, qui si stanno susseguendo una serie di incendi di veicoli, che non trovano finora una spiegazione plausibile.

A essere colpite sono state finora persone disparate, senza apparenti legami fra loro. Il che rende più complesso il quadro e la definizione dei responsabili, atteso che sembra assodato che possa trattarsi di atti dolosi e non di casualità. Che sia “solo” opera di vandali? Fosse così, la vicenda non sarebbe certo meno grave rispetto a un ordito preventivamente pianificato. Sul caso stanno indagano gli agenti di polizia della questura, che in via Terni sono tornati ieri notte – insieme ai vigili del fuoco -, per ben due episodi di fila.   

La prima segnalazione risale alle 23 circa. Le fiamme sono divampate sul cofano di una Ford Fiesta station wagon, di proprietà di un finanziere e della moglie. L’auto non è andata distrutta del tutto, perché l’incendio è stato scoperto in tempo utile dai residenti della palazzina e, quindi, subito domato con secchi d’acqua. Vecchi sistemi, sempre validi. Sul posto gli uomini della scientifica della questura hanno svolto i rilievi di rito. Le vittime, dal canto loro, non hanno saputo fornire spiegazioni particolari per motivare quell’atto incendiario.  

IMG00220-20120807-0805-2-3Sta di fatto, che, dopo mezzanotte, sempre nella stessa via, le fiamme hanno avvolto l’Opel Astra di un fruttivendolo, in questo caso personaggio già noto alle forze dell’ordine. L’auto era ferma da diverso tempo, senza batteria. Ora, è completamente da rottamare. Tant’è. L’aspetto singolare, ma, soprattutto, inquietante, e che apre diversi interrogativi, è che esattamente un mese ad oggi - era l'8 luglio -, altri due veicoli furono colpiti dalle fiamme, sempre in via Terni.

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Uno di questi, un furgone, sempre di proprietà dello stesso fruttivendolo, del quale andò distrutta la parte anteriore. L’altro, un veicolo di una donna che risiede in zona. Curiosamente, un'altra Opel Astra. Anche in quell'occasione, intervennero polizia e vigili del fuoco. 

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