Cronaca

Vicenda filobus, nuovo rinvio. Il Comune di Lecce si costituisce parte civile

L'udienza preliminare è slittata all'8 marzo. Parte civile anche il progettista del filobus, inizialmente indagato e poi archiviato

LECCE – Nuova puntata dell’infinita vicenda giudiziaria relativa all’inchiesta sulle presunte tangenti legate al progetto del filobus nel capoluogo salentino. Oggi, nel corso dell’udienza preliminare nei confronti di Massimo Buonerba (l'ex consulente giuridico dell'allora sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone), si sono costituiti parte civile il Comune di Lecce con l’avvocato Tiziana Bello (che ha avanzato una richiesta di risarcimento di oltre un milione di euro) e l’ingegnere Giordano Franceschini, assistito dall’avvocato Andrea Sambati (che ha chiesto un risarcimento di un milione di euro). Buonerba, assistito dall’avvocato Sabrina Conte, è l’unico imputato. La posizione dell'ingegnere Franceschni (arrestato il 21 novembre 2011 e poi liberato dal Tribunale del Riesame) è stata stralciata per essere archiviata. Nella prossima udienza, prevista per l’8 marzo, il gup deciderà sull’eventuale rinvio a giudizio.

Secondo l’ipotesi accusatoria Buonerba avrebbe ricevuto una cifra superiore ai 650mila euro per l’affaire filobus. Al centro della vicenda giudiziaria il denaro, un fiume di soldi pari a circa 2,8 milioni di euro, finiti sui conti svizzeri del professore salentino, di cui il 63enne leccese non ha voluto fornire spiegazioni neanche in sede d’interrogatorio di garanzia. Ed è proprio dai quei conti correnti sequestrati dalla Procura federale di Lugano, circa 2 milioni di euro presso la banca Kbl e 800mila euro presso l’istituto di credito Pkb, che è nata l’informativa della magistratura elvetica che ha dato avvio all’inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce. Un fiume di denaro sospetto che ha portato all’apertura di un fascicolo prima del procuratore di Lugano, Pierluigi Pasi, e poi dell’allora procuratore Cataldo Motta. Soldi che secondo gli inquirenti, farebbero riferimento a tangenti legate a uno dei progetti più discussi e controversi della storia recente del capoluogo salentino: quello del filobus.

L'accusa ipotizzata inizialmente nei confronti del professore leccese dalla Procura di Lecce (e per cui fu emessa la misura cautelare dal gip Antonia Martalò) era di concussione. Il Tribunale del Riesame aveva poi derubricato il capo d'imputazione da concussione a corruzione. Buonerba aveva lasciato il carcere dopo novanta giorni.

Oltre a Franceschini e Buonerba, nel registro degli indagati erano finiti il figlio Roberto; l’ex funzionario di una banca di Lugano Angelo Ferrari e altri suoi due familiari: Renata e Olivier; l’imprenditore bolognese Giorgio Zoboli; Nicoletta Messina; il faccendiere Federico De Vittori (arrestato a Lugano nell’ambito di un’altra inchiesta); Dario Fabbriciani, titolare della ditta Broker Fada e Giampiero Della Massa. Per loro, le ipotesi di reato a vario titolo sarebbero di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, riciclaggio e favoreggiamento. Le loro posizioni sono state stralciate e inviate per competenza alla Procura di Milano.

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